Alberto Sordi l’Arcitaliano, Gasparri: “Moretti si scusi per quella battuta”. Denunciò la mala giustizia in un film memorabile
“Io sono ancora arrabbiato con Nanni Moretti che con supponenza ha fatto la battuta ‘vi meritate Alberto Sordi’. In realtà siamo stati privilegiati nel meritarci Alberto Sordi”. E’ Maurizio Gasparri a sottolinearlo durante il convegno su ‘Alberto Sordi ‘Arcitaliano. L’italiano medio ieri e oggi: l’attualità dei personaggi dell’indimenticabile attore romano’, che ha avuto luogo a Roma nell’abitazione del popolare e amatissimo interprete di indimenticabili pellicole. Son passati cinquant’anni da quella scena di ‘Ecce bombo’ in cui Nanni Moretti sbotta a sentire certe chiacchiere da bar: “Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Te lo meriti Alberto “. Gasparri ce l’ha ancora legata al dito quella frase: “Credo che Moretti dovrebbe ritrattare quella battuta“.
Serata Alberto Sordi nella sua villa romana
L’appuntamento è stato organizzato dalla fondazione Italia protagonista nella villa di Sordi a piazzale Numa Pompilio, tra Caracalla e porta San Sebastiano. Una villa in cui l’attore viveva al primo piano, la sorella al secondo, mentre al piano terra c’era il cinema privato: qui l’attore invitava amici e amiche per guardare assieme le sue pellicole. Infatti – ricostruisce la Dire- quando firmava un contratto ci faceva aggiungere la clausola che una copia fosse tutta per lui, così da poterla proiettare tra le mura di casa. Nel suo cinema privato si sono accomodate star italiane e internazionali del grande schermo. Jack Lemmon e Walter Matthau erano suoi fan.
Registi, attori, amici: “Maschera di una romanità immortale”
Il convegno ha avuto il suo momento clou proprio alla sala cinema ,dove si sono avvicendati Enrico Vanzina e Luca Verdone, sceneggiatore e regista, che con Sordi hanno lavorato. Aneddoti e ricordi, qualche spezzone di film è un po’ di musica, grande amarcord. Carriera e vita privata di ‘Albertone’ è stata passata al setaccio: fu vigile e marchese, medico e impiegato, geometra e soldato. Grandi interpretazioni che Vanzina snocciola. Conobbe Sordi da ragazzino grazie al papà Steno. Ricorda la cena a New York a casa di Susanna Agnelli con Andy Wharol che voleva conoscere l’attore per intervistarlo; la cartolina che l’attore gli spedì da Kansas City, romano in America per una volta. O di quando per allontanare da sé le dicerie di essere un tirchio raccontò proprio a Vanzina un episodio: la cagna di casa, Domenica, era morta perché gli aveva dato troppo cibo: “Daje da magnà, daje da magnà…boom, è scoppiata!”.
Luca Verdone: “Per anni fu bollato dalla sinistra”
“Lui- ha raccontato ancora lo sceneggiatore- era un medio borghese, con le sue fragilità e il suo conformismo”. Coordinatore del convegno Gigi Marzullo, che ha osservato come il grande attore “non rappresenta un modello ma una sintesi potente degli italiani. Colui che si adatta a tutto, che cambia maschera a seconda della convenienza: servile e arrogante, patriota e opportunista, vittima e carnefice”. Luca Verdone, regista e fratello di Carlo, ne ha apprezzato “il coraggio di essere sempre se stesso”, di irridere e sbeffeggiare. Il coraggio di rischiare di non piacere sempre al pubblico, interpretando personaggi a volte sgradevoli e antipatici, ma rendendoli simpatici. Maschera di una romanità immortale“.
In un film una delle prime denunce delle malefatte della magistratura
Luca Verdone ha poi ricordato l’approccio snobistico di certa critica. “Per anni fu bollato dai partiti di sinistra come un personaggio reazionario. Ma quale reazionario- ha esclamato- lui diceva impunemente la sua opinione, non la nascondeva, riusciva sempre a essere se stesso. E con ‘Detenuto in attesa di giudizio’ fa una delle prime denunce delle malefatte della magistratura. E ce ne sono state tante di malefatte dei giudici in Italia…”.
Gasparri: “Ne pantheon di tutti gli italiani. Moretti si scusi…”
Quand’è il suo turno Gasparri si professa contento della “splendida giornata”, guarda la sala piena e le statue colorate che abbelliscono il cinema privato. Sordi era un raffinato esteta. “Io amo l’arte moderna- dice- il futurismo, in questa casa c’è traccia di futurismo”. E se per Vanzina “Alberto era difficile da piazzare dal punto di vista politico”; Gasparri ha fatto notare: “Bon troverete il nome di Sordi su un appello contro la guerra: si è tenuto fuori dalla polemica e per questo ha conservato l’amore popolare”. In serata il convegno termina, gli ospiti escono e dagli altoparlanti risuonano le voci di Monica Vitti e Sordo: è “Povere di stelle”: “Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?”. I cronisti sfrugugliano Gasparri: “Alberto Sordi nel pantheon della destra? Ma Alberto Sordi è nel pantheon di tutti gli italiani…- risponde- . Nanni Moretti, però, dovrebbe scusarsi per quella battuta”.
L'articolo Alberto Sordi l’Arcitaliano, Gasparri: “Moretti si scusi per quella battuta”. Denunciò la mala giustizia in un film memorabile sembra essere il primo su Secolo d'Italia.