Usa, “ucciso un immigrato in un centro di detenzione dell’ICE”. Con Trump le morti in custodia sono aumentate
“È stato dichiarato deceduto alle 22:16 dopo aver accusato gravi problemi di salute. La causa del decesso è in fase di accertamento”. Dice così il comunicato stampa con cui la Immigration and Custom Enforcement ha dato notizia del decesso di Geraldo Lunas Campos, morto il 3 gennaio mentre era in custodia nel centro di detenzione di Camp East Montana, a El Paso, in Texas, il più grande degli Stati Uniti. Quel giorno Lunas, cubano 55 anni, “aveva iniziato a disturbare gli altri mentre era in coda per le medicine e si era rifiutato di tornare al dormitorio assegnato – prosegue il comunicato -. Successivamente è stato messo in isolamento. Durante l’isolamento, il personale lo aveva notato in difficoltà e aveva contattato il personale medico in loco per assistenza. Il personale medico è intervenuto, ha avviato le misure salvavita e ha richiesto l’intervento dei servizi medici di emergenza. Lunas è stato dichiarato deceduto dal servizio di emergenza medica”.
Secondo un dipendente dell’Ufficio medico legale di El Paso, però, le cose non sarebbero andate così. In un audio consegnato dalla figlia al Washington Post, l’uomo sostiene che l’ufficio potrebbe classificare la morte come omicidio: un medico “sta indicando come causa preliminare del decesso l’asfissia dovuta alla compressione del collo e del torace“. Una conclusione di questo tipo attirerebbe quasi certamente l’attenzione sul Camp East Montana, un colossale accampamento di tende al confine con il Messico costato 1,2 miliardi di dollari, dove i migranti hanno denunciato condizioni di detenzione precarie e abusi fisici.
Il 2025, secondo i dati pubblicati sul proprio sito dalla stessa agenzia federale responsabile del controllo dell’immigrazione, è stato un anno record per le morti in custodia: sono 18 quelle conteggiate dall’ICE “nell’anno fiscale 2025”, numero che comprende 3 decessi verificatisi nel 2024. L’anno precedente erano state 12, nel 2023 il conteggio si era fermato a 4, nel 2022 a 3. Nel 2020, ultimo anno del primo mandato Trump, i decessi erano stati 21.
Per il sito tedesco statista.com, tuttavia, il conto del 2025 è ancora più alto: “Secondo i dati dell’ICE , almeno 30 cittadini non statunitensi sono morti durante la custodia cautelare nell’anno solare 2025″. E, sempre secondo i dati pubblicati dalla stessa agenzia, solo nei primi nove giorni del 2026 hanno perso la vita 4 persone: oltre a Lunas Campos il 5 gennaio è morto il 42enne honduregno Luis Gustavo Nunez Caceres, il 6 gennaio il 68enne honduregno Luis Beltran Yanez–Cruz e tre giorni dopo il 46enne cambogiano Parady La.
La morte di Lunas Campos avviene in un momento di forte tensione nel paese dopo l’uccisione di Renee Nicole Macklin Good, 37 anni, da parte di un agente dell’ICE a Minneapolis la scorsa settimana, un evento che per molti ha sollevato interrogativi sulla formazione e la supervisione del personale dell’agenzia.
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