L’Himalaya invaso da cani randagi. Il governo indiano lancia l’allarme: “Sono diventati una minaccia per gli ecosistemi dello Stato”
Il New York Times lancia l’allarme: i cani randagi minacciano l’Himalaya. La redazione del giornale statunitense ha realizzato un approfondimento basato sulla situazione del Ladakh, una regione montuosa dell’India. Nella zona si contano circa 25 mila cani randagi, molti dei quali affetti da rabbia e altre malattie. Dopo anni di convivenza pacifica, gli animali sono diventati un pericolo per la fauna e per gli abitanti. Parte della popolazione, infatti, non esce di casa quando cala il buio per paura di essere aggredita. Il governo indiano ha definito l’attuale situazione come “una minaccia considerevole” per gli ecosistemi dello Stato. L’esecutivo, insieme al Dipartimento forestale e all’Osservatorio zoologico, ha avviato un progetto denominato “Secure Himalaya” per mantenere sotto controllo la situazione dei cani sull’Himalaya.
Secondo Neeraj Mahar, scienziato del Wildlife Institute of India, i cani rappresentano “una sfida esistenziale” per il Ladakh. I branchi, per procacciare cibo, rovistano nei cassonetti della spazzatura dei centri abitati. Cresce così il numero di persone aggredite dagli animali. Un turista newyorkese ha inviato una email al Corriere della Sera raccontando un’esperienza vissuta nel 2018: “Non feci in tempo a mettere piede fuori dall’hotel che un branco di cani, a circa cento metri di distanza e intento a cercare cibo tra gli avanzi di un ristorante vicino, iniziò a ringhiarmi contro“. L’uomo ha raccontato di essere stato attaccato e costretto a recarsi al pronto soccorso. “Per il resto dei giorni di vacanza girai per la città con una mazza di legno” ha aggiunto.
La soluzione
Il New York Times sostiene che la sterilizzazione potrebbe essere una soluzione. Tuttavia, secondo il giornale, gli interventi sono stati “troppo lenti e macchinosi per contrastare l’enorme popolazione canina”. Rashmi Rana, dottoranda presso l’University of Technology di Sydney e ricercatrice della Nature Conservation Foundation in India, ha valutato il fenomeno in maniera opposta rispetto al New York Times. Come riportato da Il Corriere, secondo Rana la presenza di randagi allontana altri animali selvatici, come i lupi, dai bestiami dei pastori.
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