Marc Marquez: “Ho festeggiato il Mondiale come se fosse l’ultimo, finché c’è passione continuerò”
La MotoGP sta riscaldando i motori in vista del 2026 ed i protagonisti più attesi sono pronti a vivere una nuova appassionante stagione. In questi mesi di pausa, lontano dalle gare, piloti però continuano a far parlare di se attraverso le interviste. Marc Marquez ha infatti concesso una lunga chiacchierata al El Objectivo su La Sesta, nel quale il campione spagnolo si è aperto su molti temi.
In primis, il campione del mondo 2025 si è espresso sulla sua condizione fisica e sulla convivenza con l’infortunio: “La mia tolleranza al dolore è alta, molto alta. Questo mi ha aiutato in molte occasioni, mentre in altre mi ha ostacolato, facendo sembrare l’infortunio più grave di quanto non fosse in realtà. Sai che ci sono cose che non puoi fare, come certi gesti o dormire sul fianco destro perché ti svegli dolorante. Ci sono cose, come il padel, che so di non poter fare spesso perché mi faranno male per qualche giorno dopo. Quindi si tratta di conviverci per dare il massimo in moto”.
“Ho vissuto i festeggiamenti del mondiale come se fosse l’ultimo. Prima era una routine, pensavo sempre che ce ne sarebbe stato un altro. Ora ho imparato che nella vita può cambiare tutto da un momento all’altro. “Sono crollato perché mi sono chiesto se sarebbe stato l’ultimo mondiale o no”.
Sul ritiro: “La cosa più difficile per uno sportivo è sapere quando e come. Finché c’è passione… so che mi ritirerò prima per colpa del mio corpo che della mia mente. Siamo in uno sport in cui gli infortuni… Ultimamente non sono stati gentili con me, ma lo erano anche prima”.
Il fuoriclasse iberico ha anche parlato del suo rapporto con Valentino Rossi, chiedendo ai suoi fan di non riservare rancore: “Vivere con il risentimento è molto difficile. Non voglio che i miei tifosi serbino rancore; voglio che risparmino le energie per applaudirmi. Quando mi sono infortunato, è stato un altro pilota a ostacolarmi. Ha commesso un errore, ma nessuno lo fa intenzionalmente: noi siamo sempre al limite, e a volte la gente non lo capisce.“