Mark Antony Samson confessa per 5 ore. Al gip dice: “Ma non ho premeditato di uccidere Ilaria Sula”
Una lunga confessione durata oltre cinque ore in cui ha ribadito di avere ucciso Ilaria Sula in un delitto non premeditato e di essere “accecato dalla gelosia”. È la versione di Mark Antony Samson, il ventitreenne reo confesso del femminicidio della studentessa di origini umbre, nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo. Nei suoi confronti i pm contestano l’omicidio volontario aggravato e l’occultamento di cadavere per aver tentato di sbarazzarsi del corpo di Ilaria lanciandolo, dopo averlo chiuso in una valigia, in un burrone. La ragazza è stata uccisa la sera del 25 marzo nell’appartamento di famiglia del giovane. La studentessa di Terni è stata colpita da diverse coltellate nella casa – ora sotto sequestro – di via Homs, nel quartiere Africano di Roma, all’interno della quale c’erano i genitori dell’assassino.
Agli inquirenti il 23enne ha indicato il luogo dove era nascosto il corpo, ritrovato intorno all’1 di notte in un dirupo nella zona di Poli, a quarantina di chilometri da Roma. Il ragazzo ha anche indicato il luogo in cui aveva occultato il coltello da cucina che sarebbe stato utilizzato, un cassonetto vicino a casa, e ha sostenuto di aver lasciato lo smartphone della ragazza – dal quale aveva mandato laconici messaggi di risposta a chi la cercava e aveva cancellato i profili social – in un tombino del quartiere Montesacro. Intanto le indagini proseguono. Non sono state trovate tracce di sangue all’interno dell’auto usata per trasportare il cadavere. Tracce ematiche sono state individuate, invece, durante i rilievi effettuati nella casa dove il ragazzo viveva con i genitori e in particolare in camera da letto.
“Il ritorno a casa di una figlia deve essere una certezza, non una speranza. Rip Ilaria. Un padre” scrive su su Instagram da Flamur Sula, il padre della 22enne.
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