Solidarietà al popolo palestinese, giovedì a Ivrea incontro per Beit Ummar
IVREA. Si è tenuto un giorno prima del solito, venerdì 28 marzo, il 161° presidio per la pace del sabato che a Ivrea si riunisce ogni settimana da più di 2 anni. Un presidio fuori dal comune, perché anche e soprattutto una manifestazione a favore del popolo palestinese. Un presidio che ha infatti visto quasi 300 persone riunirsi in piazza Ottinetti mossesi in protesta contro Israele, che dopo aver rotto la tregua ha arrestato Basel Adra, uno dei registi di No Other Land, premiato con l'Oscar al miglior documentario. Non stupisce la grande presenza. Da troppo tempo ormai i bollettini che giungono dalla Palestina parlano di un numero di vittime altissimo, soprattutto tra la popolazione civile. E a pagarne maggiormente le spese sono, ancora una volta, i più fragili: «I dati presentati dal ministero della sanità palestinese sul numero di vittime da ottobre 2023 tra i minori sono impressionanti – spiega in piazza Pierangelo Monti, del Movimento internazionale per la riconciliazione –. Dei 50mila morti, oltre 16mila sono minori. I neonati uccisi sono 876 e i bambini sotto i 5 anni sono 4.110, con 33.900 bambini feriti». Un momento del presidio viene dedicato poi anche ai 208 giornalisti morti a Gaza da quando Israele ha lanciato l’offensiva militare nell’ottobre 2023: «Altri due giornalisti sono stati uccisi a Gaza dall’esercito israeliano – continua Monti –. Mohammed Mansour, di 29 anni, corrispondente del quotidiano giapponese Asahi Shimbun morto a causa dell’esplosione di un missile nella sua casa di Khan Younis, e Hossam Shabat, di 23, ucciso mentre era in macchina a Gaza nord per documentare il bombardamento israeliano dell’ospedale Nasser. Per loro non ci sarà giustizia. Se in questi 18 mesi si è potuto conoscere in Occidente quanto accade a Gaza, lo dobbiamo soltanto a loro». La solidarietà dei cittadini eporediesi verso la Palestina non è una novità: una ventina di anni fa infatti la Città di Ivrea, grazie all’iniziativa Un varco di pace, strinse un gemellaggio con la cittadina cisgiordana di Beit Ummar. Un’iniziativa riattivata dal Comune di Ivrea nell’ultimo anno con la campagna Un ponte per Beit Ummar, che oltre ad aver raccolto oltre 10mila euro per la costruzione di un’autocisterna per il rifornimento idrico nella cittadina, ha rinsaldato i contatti tra le due amministrazioni. «Grazie all’associazione Vento di terra, che ci aiuta nella gestione dell’iniziativa, abbiamo un contatto diretto con operatori sul campo che ci aggiornano costantemente – spiega la vicesindaca Patrizia Dal Santo –. Sappiamo che anche a Beit Ummar la situazione è grave, con continue incursioni di coloni ed esercito, case distrutte e violenze perpetrate verso chi esce dalle moschee». I risultati della campagna verranno trattati più nel dettaglio in un incontro pubblico giovedì 3 aprile alle 18 al Polo formativo in via Monte Navale.
L’evento rappresenterà la chiusura della campagna, ma sarà possibile donare all’Iban di Vento di terra IT23K0501801600000011279742, causale “un ponte per Beit Ummar”, fino a domenica 6. «Data la collaborazione con Vento di terra stiamo ragionando sulle prossime iniziative – continua Dal Santo –. Tra le idee, ripetere quanto fatto 20 anni fa, muovendoci per permettere ad alcuni giovani di Beit Ummar di proseguire gli studi a Ivrea».