Udine, sullo stadio il Comune fa ricorso al Tar contro l’Anac
UDINE. Il Comune di Udine ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro l’Anac, chiedendo l’annullamento della delibera del 26 maggio scorso con cui l’autorità anticorruzione ha mosso un serie di rilievi tanto all’amministrazione comunale quanto all’Udinese calcio rispetto al contratto con cui la società bianconera, il 29 marzo 2013, ha acquisito per 99 anni il diritto di superficie dello stadio Friuli.
Tre le censure sollevate da palazzo D’Aronco. Sul piano della forma, si contesta la violazione delle tempistiche che scandiscono le fasi del procedimento di vigilanza.
Nel merito, si insiste sulla natura dell’operazione contrattuale con cui le parti si impegnarono a stipulare un “contratto a oggetto misto, atipico, riconducibile al novero dei contratti di partenariato pubblico-privato – caratterizzati dal peculiare coinvolgimento del privato in tutte le fasi dell’intervento pubblico –, ma non sovrapponibile alla concessione di lavori pubblici”.
Quanto alla questione dell’ammodernamento del Friuli, che l’Anac sostiene essere stato escluso per effetto dell’operazione contrattuale, il ricorso precisa essere avvenuto l’esatto contrario, proprio “in virtù del trasferimento del diritto di superficie e della proprietà superficiaria”.
Lo stadio “è e rimane di proprietà privata – si legge -, ma le attività che si andranno a svolgere rivestono interesse ai fini pubblici, giacché offrono servizi ritenuti utili per la cittadinanza”.