Gli spagnoli ci temono: "L'Italia è forte perché ci assomiglia"
Hanno un bel modo, gli spagnoli per dimostrarci che ci temono: a sentir loro, ci saremmo "spagnolizzati", il gioco pensato e messo in atto da Roberto Mancini (che, per inciso ha giocato e allenato un po’ ovunque ma mai in Spagna) avrebbe un che di iberico. Intervistato da El Mundo Deportivo, il difensore Pau Torres illustra la sua tesi e non ha dubbi: «Il gioco dell’Italia si è spagnolizzato». Per il centrale del Villareal, fresco vincitore dell’Europa League, «la Nazionale è diventata un po’ spagnola quando si tratta di giocare di più a calcio. Sarà una bella partita».
ANCORA TU...
Per il quarto Europeo consecutivo la Spagna trova l’Italia sul suo cammino: dopo il passaggio del turno ai rigori nel 2008, nel 2012 le Furie Rosse dominarono gli Azzurri nella finale di Kiev per 4-0, ma quattro anni dopo la squadra di Antonio Conte si impose per 2-0 negli Ottavi a Parigi. A Wembley sulla carta è l’Italia la squadra favorita, reduce come è da 13 successi consecutivi e da 32 gare senza sconfitte. La Spagna di Luis Enrique è stata fin qui in chiaroscuro. Dopo i pareggi contro Svezia e Polonia, ha travolto 5-0 la Slovacchia per approdare agli ottavi, poi ha avuto bisogno dei supplementari per avere la meglio sulla Croazia negli ottavi e dei rigori per piegare Svizzera nei quarti. L’Italia è avversaria dal peso specifico decisamente maggiore. Al di là del tasso di (calcio) spagnolo nelle vene degli Azzurri, il primo a riconoscere il valore dei suoi futuri avversari è il tecnico Luis Enrique. «Adesso - spiega l’ex tecnico della Roma - si fa sempre più difficile perché incontreremo un’Italia divertente, che gioca un bel calcio in attacco e in difesa. È una squadra molto difficile, sarà una partita molto divertente e intensa, con due squadre che pensano a giocare».
ASPETTANDO MORATA
Tra gli avversari azzurri è l’uomo più atteso: Alvaro Morata è anche il simbolo di questo Europeo della Spagna iniziato così così e poi andato in crescendo come le prestazioni del centranti juventino che dovrà vedersela con i centrali suoi compagni di squadra in bianconero. «Hanno molti anni di esperienza e sono molto bravi, stanno facendo bene. L’allenatore si fida di loro e anche dei compagni e stanno fornendo ottime prestazioni», ha detto Busquets parlando dei difensori azzurri. Per quanto riguarda la formazione, la Spagna punta ad arrivare alla sua terza finale in meno di venti anni (la quarta in assoluto) con Unai Simón in porta; in difesa confermati Azpilicueta, Eric García, Laporte e Jordi Alba; a centrocampo Koke, Busquets e Pedri; in avanti il tridente Moreno, Morata e Olmo. --
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