La chat della ragazza che accusa Ciro Grillo e gli amici di stupro: “Dopo questa esperienza so che non valgo nulla”
C'è anche una chat di Silvia (nome di fantasia, ndr) del 17 luglio 2019 tra gli atti depositati nell'ambito dell'inchiesta sul presunto stupro di gruppo in cui sono coinvolti Ciro Grillo e 3 suoi amici (Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia), denunciato dalla giovane. È una chat in cui la ragazza scrive in inglese a una sua amica che vive in Norvegia, poche ore dopo la notte trascorsa nella villa in Sardegna. Lo riportano stamane diversi quotidiani. «La verità è che la sola cosa che sento dopo questa esperienza è che io non valgo niente… – scrive Silvia – Le persone mi usano soltanto quando e come vogliono e poi mi buttano via come spazzatura. E non parlo solo di sconosciuti ma anche di quelli che considero amici».
Venerdì, a Tempio Pausania, la gip Caterina Interlandi dovrà valutare queste parole e tutti gli altri elementi a disposizione per decidere se mandare a processo i quattro accusati oppure no: a quanto si apprende, i giovani non dovrebbero essere presenti in aula. Né è attesa la stessa Silvia, o l'amica che era con lei, Roberta (altro nome di fantasia, ndr), anch'essa parte della storia come vittima perché finita sullo sfondo di foto oscene mentre dormiva sul divano. I quattro ragazzi sono accusati di violenza sessuale di gruppo. Non si esclude che, in caso di rinvio a giudizio, i loro legali possano chiedere il rito abbreviato. Per Grillo, Lauria e Capitta c'è anche l'accusa di violenza sessuale nei confronti dell'amica di Silvia, proprio a causa delle foto oscene.