Ivrea, addio all’insegnante della scuola Arduino Mariuccia Daleno
IVREA
Si sono svolti nel pomeriggio di sabato 3, in duomo, i funerali di Mariuccia Grimaldi Daleno, morta lo giovedì, all’età di 72 anni, all’hospice di Salerano dove era ricoverata da qualche tempo.
Persona molto conosciuta in città per essere stata a lungo insegnante di Lettere alla scuola media Arduino e per essere la moglie di Luigi Grimaldi, già presidente dei tribunali di Ivrea e di Biella, apprezzato anche per il profondo impegno nel sociale, la professoressa Daleno è stata una donna molto amata non solo in seno alla propria famiglia, ma anche dagli amici e dai suoi tanti ex allievi che piangono in lei, oggi, la perdita di una persona giusta e cara e ne ricordano con gratitudine l’impegno e le grandi doti umane e professionali. Così come la ricordano pure l’Ordine degli Avvocati di Ivrea e il Rotary Club di Ivrea di cui Luigi Grimaldi sta terminando l’anno di presidenza. «Mariuccia – ricordano Loris Mauro, già dirigente comunale, e sua moglie Roberta, gli amici di una vita - era una persona speciale che ha dedicato tutta la sua esistenza al prossimo, alla sua famiglia e agli amici. Aveva un atteggiamento di assoluta disponibilità ed era affettuosa con tutti. Oltre vent’anni fa, trascorremmo con lei e il marito una vacanza a Barletta, la sua città natale e ci fece sentire praticamente in famiglia, grazie alle sue mille attenzioni e a quel suo dono innato di saper cogliere tutte le sfumature delle altre persone». E sottolineano: «Era molto legata a Ivrea, alla città, al Carnevale, alla comunità eporediese: anche se non era nata qui, aveva saputo comprendere e apprezzare lo spirito dei suoi nuovi concittadini e quello dei luoghi e ad essere sempre in piena sintonia con entrambi. Era stata felicissima quando sua figlia aveva interpretato il personaggio dell’Abbà, uno dei piccoli priori del Carnevale storico eporediese». Loris Mauro cita Platone: «Si dice che l’animo umano sia immortale e per questo motivo bisogna vivere nel modo più santo possibile. Ecco: l’anima in Mariuccia è immortale proprio perché lei ha vissuto nel modo più santo possibile, dedicando tutta se stessa ai suoi affetti non solo familiari, ma anche a quelli che la vita ci riserva, che ci si costruisce giorno dopo giorno. Mariuccia aveva la capacità non comune di riuscire a creare con gli altri, grazie al suo speciale modo di essere, un'empatia reciproca. Non la dimenticherò mai».