Crisi, la diretta – Pd-M5s, braccio di ferro sul premier. Tusk al G7: “Conte uno dei migliori esempi di lealtà in Europa”. Marcucci (Pd): “Senza veti daremo governo al Paese”
Secondo giorno di trattative tra Pd e 5 stelle per provare a far partire il governo giallorosso. Il nodo, messo sul tavolo ieri da Luigi Di Maio alla cena con Nicola Zingaretti, rimane quello del premier. Il M5s vuole la riconferma di Giuseppe Conte, ma il segretario dem insiste sul fattore “discontinuità” che dovrà caratterizzare la nuova squadra. Dentro lo stesso Partito democratico però, la spinta a non scartare l’ipotesi del presidente del Consiglio dimissionario è sempre più forte e si estende anche all’ala non renziana. Il primo a parlare oggi è stato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci: “Senza veti e ultimatum daremo un governo a questo Paese”, un messaggio ai grillini, ma anche e soprattutto ai suoi. Ieri, poco prima del faccia a faccia, Zingaretti e Matteo Renzi si sono sentiti via Whatsapp e l’ex premier avrebbe garantito l’appoggio alla linea del leader. Ma, ricordano i renziani, Renzi è sempre stato a favore della riconferma di Conte. Oggi il segretario lancia segnali di apertura: “Io sono sempre ottimista, ma questa fase va fatta ascoltando e rispettandoci l’uno con l’altro”, ha detto a SkyTg24. “Mi auguro che non esista l’ipotesi del doppio forno”. Poco prima su Facebook aveva scritto: “Siamo aperti a ogni tipo di confronto”.
Salvini insiste, Centinaio: “Rifacciamo il contratto” – Sul fronte opposto, Matteo Salvini spinge per il ritorno alle urne pur continuando a tentare i 5 stelle per riaprire i cantieri dello schieramento gialloverde. Il forno c’è, ma sicuramente per il momento il leader Di Maio ne sta lontano. Anche perché è sceso in campo lo stesso Beppe Grillo per spingere sul Conte bis e ricordare ai più prudenti dei suoi che la carta da spingere ora è l’alleanza con i democratici. Il Carroccio però si muove. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni dei quotidiani, si sarebbe spinto fino a proporre a Luigi Di Maio la poltrona di premier. Un’offerta a cui però gli stessi 5 stelle credono poco: “Come facciamo a fidarci dopo il tradimento”. Intanto il ministro per l’Agricoltura leghista Marco Centinaio, intervistato da la Stampa ha rilanciato sulla possibilità, addirittura, di riscrivere il contratto: “Penso ci siano ancora margini, anche perché da parte dei dirigenti del M5s ci sono ancora segnali di apertura”. Perché ora dovrebbe funzionare? “L’autonomia: per molto tempo il M5s ha trovato scuse per non portare il tema in Aula. Ora la inseriscono nei dieci punti. La riforma della giustizia, idem. Allora dico: facciamolo”. E alla domanda se immaginerebbe un nuovo contratto? “Perché no. Era una delle opzioni sul tavolo nella campagna elettorale per le Europee. Vede noi abbiamo un vantaggio con il M5s, rispetto al Pd. Ci conosciamo già, nei punti di forza. E nelle debolezze”.
CRONACA ORA PER ORA
14 – Brescia: “I vari Bugani, Paragone, potrebbero fare silenzio e rispettare il lavoro di Di Maio”
“I vari Bugani, Paragone potrebbero fare silenzio e rispettare il lavoro che sta facendo Di Maio in questa fase così delicata. Il mandato dell’assemblea è chiaro, rassegnatevi”. Lo scrive su Twitter Giuseppe Brescia, deputato M5S e presidente della commissione Affari costituzionali.
13.50 – Orlando (Pd): “Confronto serio, ordinato e senza furbizie è l’unica via”
“L’altro ieri c’erano i 10 punti tassativi. Ieri alle 14 il taglio dei parlamentari. Alle 21 Conte o morte (questione non posta alle 14). Così è molto complicato…..Un confronto serio, ordinato e senza furbizie è l’unica via per dare un governo al Paese”. Lo scrive in un tweet il vicesegretario del Pd Andrea Orlando.
13.35 – Tusk: “Uno dei migliori esempi di lealtà in Europa”
Riconoscimento di Donald Tusk a Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio europeo ha definito il premier dimissionario “uno dei migliori esempi di lealtà in Europa”. “E’ sempre difficile difendere gli interessi nazionali e trovare soluzioni europee ma su di lui posso dire soltanto cose positive”, ha detto Tusk, in una conferenza stampa a Biarritz prima dell’inizio del vertice del G7.
13.30 – Delrio (Pd): “Sulle priorità del Paese e delle famiglie serve vera discontinuità”
“Sulle priorità del Paese e delle famiglie serve vera discontinuità”. Lo dichiara il capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio. “Cambiare agenda -continua- significa smettere la guerra alla cooperazione sociale, alle ong, ai volontari e alle persone che aiutano chi soffre ed è più debole. Contrastare con la massima determinazione il cambiamento climatico e lo sfruttamento del territorio. Agire per abbattere la disoccupazione e mettere più soldi in tasca ai lavoratori. Aiutare le famiglie a crescere i propri figli con politiche efficienti e serie e con scuole di qualità”.
12.55 – Bugani (M5s): “Pd dica sì a Conte. M5s non deve temere voto”
Il Pd dica sì ai 10 punti del M5s e a Giuseppe Conte come premier. A scriverlo, su Facebook, è il socio di Rousseau Massimo Bugani, capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio comunale a Bologna che, solo poco prima dell’inizio della crisi, aveva annunciato le sue dimissioni dallo staff di Palazzo Chigi: “Noi del voto non dobbiamo avere paura”. “Salvini – dice l’esponente grillino – ci ha follemente cacciati in questa situazione e l’ha fatto come il personaggio della canzone di Vecchioni che ‘si è superato, non si è visto e ha continuato’. Qualcuno ripone le speranze di un nuovo governo nel Pd di oggi e come al solito il Pd è sempre pronto a deluderle tutte. Ancor prima di iniziare il tavolo di ieri, le almeno 10 correnti, in perenne guerra tra di loro, stavano già litigando”.
12.35 – Zingaretti: “Io sono sempre ottimista”
“Credo che questa fase però vada fatta ascoltando e rispettandoci l’uno con l’altro”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti ai microfoni di SkyTg24. “Mi auguro non esista l’ipotesi del doppio forno”.
12.30 – Zingaretti (Pd): “Governo di discontinuità e svolta per una nuova stagione di crescita”
“Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le nostre forze una nuova fase politica, è necessario dare vita ad un governo di svolta, per il lavoro, per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori. Per quanto riguarda i punti programmatici presentati, siamo disponibili e aperti ad ogni tipo di confronto. La sede nazionale del Pd è aperta e continueremo a lavorare per cercare di aprire una nuova stagione politica”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
12 – Sassoli (Pd): “E’ interesse dell’Italia presentare presto un nome per il commissario Ue”
“E’ un interesse dell’Italia presentare presto personalità per un ruolo così importante. Non ci sono pressioni” da parte di Bruxelles “c’è un percorso che naturalmente dovrà avviarsi nel mese di settembre e speriamo che il governo italiano sia pronto a indicare un proprio rappresentante”. Lo afferma David Sassoli (Pd), presidente del Parlamento europeo a proposito della scelta del commissario europeo da parte dell’Italia. “Un’Europa che non ha un’Italia all’altezza di questa fase di avvio della legislatura europea perde qualcosa. Non è una pressione, è una necessità”, conclude Sassoli rispondendo ai giornalisti prima del suo intervento al Meeting di Rimini.
11.36 – Boschi (Pd): “Solo Zingaretti può cambiare idea su Conte”
“Nel momento in cui il segretario, che sta seguendo la trattativa con il Movimento 5 stelle, ha espresso una posizione (sul governo Conte bis, ndr), credo che soltanto il segretario, eventualmente, possa cambiare quella posizione”. Lo ha detto Maria Elena Boschi rispondendo ai giornalisti al Ciocco, in Garfagnana, dove oggi si conclude la scuola di politica di Matteo Renzi. La deputata è quindi andata verso la sessione a porte chiuse assieme al vicepresidente della Camera Pd Ettore Rosato e al senatore dem Francesco Bonifazi.
11.16 – Marcucci (Pd): “Senza ultimatum e senza veti riusciremo a dare un governo al Paese”
“Ieri con la delegazione del M5s abbiamo stabilito un percorso per arrivare ad un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese”. Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. “Chi vuole un accordo serio per il Paese, in queste ore, deve raddoppiare gli sforzi. Vanno emarginati gli incendiari, chi vuole far prevalere piccoli interessi di parte alla necessità di salvare l’Italia dal disastro di una legge di bilancio lacrime e sangue”.
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