Agatha Christie torna su Audible, Alberto Malanchino racconta Hastings ne «La serie infernale»
Uno dei romanzi più amati di Agatha Christie, La serie infernale torna a vivere trasformandosi in un’esperienza immersiva grazie ad Audible Originals. Non una semplice lettura, ma un racconto corale, costruito come una vera e propria messa in scena, dove ogni personaggio prende voce attraverso un cast d’eccezione. Tra questi, spicca l’interpretazione di Hastings, figura chiave e controcanto perfetto all’acume di Poirot, qui restituita con sfumature inedite da Alberto Malanchino. Lo abbiamo incontrato per entrare nel cuore di questo progetto e scoprire cosa significa dare corpo — e respiro — a uno dei personaggi più iconici dell’universo di Christie.
È disponibile su Audible La serie infernale, in cui interpreti per la seconda volta, dopo Poirot a Styles Court, il capitano Arthur Hastings. Un personaggio molto amato dai fan: come hai lavorato per renderlo tuo senza tradire l’immaginario che il pubblico ha di lui?
«Abbiamo lavorato molto insieme al direttore del doppiaggio Marco Mete, soprattutto nella fase iniziale, per capire in che direzione stava andando la storia e, di conseguenza, anche i personaggi. Per la nuova serie audio La serie infernale siamo ripartiti dalla costruzione del personaggio fatta per la prima serie audio di Audible, Poirot a Styles Court.
La cosa interessante quando si doppia o si interpreta un personaggio di una serie audio, come in questo caso, è che molto del lavoro viene fatto in realtà nell’originale; in questo caso avevamo come riferimento le voci degli attori e doppiatori inglesi. Si è trattato quindi di non tradire il loro lavoro, già al servizio del mondo immaginifico di Poirot, cercando però di adattarlo alla “psicologia della frase” italiana. Ci sono infatti delle appoggiature, dei modi di porsi rispetto a una battuta che cambiano a seconda della lingua con cui si sta recitando.
Come dicevo, c’è quindi un lavoro in originale che va rispettato, ma noi inseriamo nel mezzo quella che è una mediazione per il pubblico, in questo caso quello italiano, che si interfaccia con la lingua italiana. L’obiettivo è riproporre ciò che avviene in originale al servizio poi di un’edizione italiana, senza snaturare l’opera, senza “tradire” quello che è stato fatto in originale, ma cercando di mettere quello che è il nostro mestiere, il nostro artigianato, le nostre emozioni nella lingua».
Cosa ti ha colpito di più di questa nuova interpretazione audio delle storie di Agatha Christie?
“Quello che mi colpisce sempre è la grande mente di Agatha Christie, in grado di creare un immaginario sempre molto vasto e coerente, ma mai ripetitivo nelle situazioni e nei crimini da risolvere. Anche in questa serie audio Audible, senza fare spoiler, l’elemento della lettera è stato per me molto stimolante, una pista curiosa da seguire. È stato interessante anche immaginare Agatha Christie mentre costruiva questa idea e vedere poi fin dove è riuscita a portarla.”
Quali sono, secondo te, le competenze più importanti per diventare un buon doppiatore oggi?
“Vorrei fare un discorso più generale, su quello che deve fare un attore oggi. Come spiegano professionisti anche più grandi di me, con molta più esperienza nel doppiaggio, quello che esce fuori da tutti questi mondi è di fatto una grandissima preparazione. Ci vuole una grande tecnica in tutto quello che si fa, ma questo nella vita in generale, perché non ci si può improvvisare professionisti se non si hanno le competenze. Allo stesso tempo bisogna non perdere mai la propria sensibilità e riuscire a trasmetterla attraverso un mezzo che è estremamente tecnico. Il doppiaggio è una delle funzioni degli attori, anche se oggi come oggi ci sono attori che fanno solamente doppiaggio e attori che non sono mai entrati in sala. Diciamo che si parla sempre dello stesso mondo filtrato da lenti diverse, ma alla fine restano due cose fondamentali: fare tanta esperienza e studiare tanto.”
Nella tua carriera da attore e doppiatore, c’è un personaggio a cui hai dato voce che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
“Allora, se penso alla mia esperienza in sala, quindi come doppiatore, ce ne sono di diversi. Sicuramente il personaggio di Scar, anzi di Taka, che poi diventa Scar, nel film uscito l’anno scorso Mufasa – Il re leone. A lui sono molto legato anche da un punto di vista affettivo, perché Il re leone è stato uno dei film della mia infanzia. Allo stesso modo anche il film su Bob Marley, One Love, è stata un’esperienza molto bella e interessante. Tra l’altro, entrambi i lavori fatti alla Pumais Due con la direzione di Fiamma Izzo, che è stata professionale, gentile e mi ha permesso di crescere tanto. Interpretare Scar è stato anche divertente, c’erano le sorelle Brancucci che hanno fatto tutta la direzione musicale, quindi cantata. È stata una doppia sfida, tra recitazione e canto.
Come attore, invece, penso a un monologo che porto in scena con la mia compagnia di teatro, Cubo Teatro di Torino: lo spettacolo SID – Fin qui tutto bene, per la regia di Girolamo Lucania. È un monologo, anzi un dialogo, tra me e i due musicisti. Io sto in scena con un’asta di microfono per più di un’ora e insieme facciamo delle follie. Per quanto sia drammatica la storia, il tutto rimane per me comunque molto ludico. Il microfono diventa di volta in volta quello di un maestro di cerimonie, di uno stand-up comedian, poi di un serial killer (sembra quasi uno spazio di confessione). È un lavoro che sento molto vicino anche al mondo della voce, pur usando pienamente il corpo.”
Se dovessi descrivere Captain Arthur Hastings in tre parole, quali useresti?
“Allora, che parole potrei usare? Direi leale, istintivo e coraggioso.”
Se potessi scegliere tu il prossimo romanzo di Agatha Christie da portare su Audible, quale sarebbe e perché?
“Qui si apre veramente un mondo. Assassinio sull’Orient Express sarebbe stato molto interessante, ma ce ne sono tantissimi. Quale era l’altro titolo che adesso mi sfugge? L’avevo letto tantissimo tempo fa…Dieci piccoli indiani. Dieci piccoli indiani, sì, mi era sfuggito, talmente sentito che mi era sfuggito.”