“Eravamo ubriachi, avrei dovuto capirlo. Quando lei è caduta in acqua in vento era fortissimo”: 55enne scompare durante una gita in gommone, indagato il marito
È la sera del 4 aprile quando Lynette Hooker, 55 anni, scompare in mare alle Bahamas durante un breve tragitto in dinghy, una piccola imbarcazione, insieme al marito. Un trasferimento di pochi minuti, dalla costa alla barca a vela ancorata al largo. Il caso, ora, è al centro di un’indagine delle autorità locali. Il marito, Brian Hooker, 59 anni, è stato arrestato l’8 aprile e interrogato come sospettato, anche se al momento non è stato formalmente incriminato. Secondo la ricostruzione fornita dall’uomo, la coppia stava rientrando alla propria imbarcazione nelle acque delle Abaco Islands quando, tra vento forte, onde e buio, la donna sarebbe caduta in mare, intorno alle 19.30.
Il racconto: la caduta in mare e le ore da solo
A raccontare cosa sarebbe accaduto dopo è anche un testimone, un addetto alla sicurezza del porto di Marsh Harbour, che ha parlato con il Daily Mail. L’uomo ha riferito di aver incontrato Hooker intorno alle 4 del mattino del giorno successivo. “Non piangeva, non sembrava sconvolto in quel senso. Era più che altro esausto e continuava a chiedere acqua”. Hooker avrebbe spiegato che la moglie era stata “sbalzata fuori dalla barca” a causa delle condizioni meteo estreme. La situazione si sarebbe complicata ulteriormente perché la donna aveva con sé il laccio di sicurezza collegato al motore, spegnendo così il dinghy. L’uomo sarebbe rimasto alla deriva, cercando di orientarsi al buio con un solo remo per ore, fino a raggiungere la costa. “Diceva di aver provato a tornare verso di lei, ma il vento lo spingeva nella direzione opposta. A un certo punto l’ha persa di vista”. Hooker avrebbe anche tentato di segnalare la propria presenza ad altre imbarcazioni con dei razzi luminosi, senza riuscire ad attirare l’attenzione.
“Eravamo ubriachi, avrei dovuto capirlo”
Nel corso del racconto, emerge anche un’ammissione. Secondo quanto riferito dal testimone, Hooker avrebbe detto: “Eravamo ubriachi. Avrei dovuto capirlo, non avrei dovuto farlo”. Subito dopo avrebbe aggiunto: “Quello che è successo è successo. Il vento era fortissimo quando lei è finita in acqua”. Un elemento, quello dell’alcol, che altri soccorritori hanno indicato come possibile fattore di rischio in una situazione già resa critica dalle condizioni del mare.
Le ricerche e i dubbi
Le operazioni di ricerca sono partite immediatamente, con il coinvolgimento anche della Guardia Costiera statunitense, ma nei giorni successivi sono state ridimensionate e trasformate in operazioni di recupero. Ad oggi, non è stato trovato alcun corpo. Secondo alcuni esperti locali, le possibilità di sopravvivenza in quelle acque sarebbero molto basse, anche per la presenza di squali e per le forti correnti. Nel frattempo, il caso si complica per le dichiarazioni della figlia della donna, che ha parlato di tensioni pregresse nella coppia e di una possibile storia di violenza domestica, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Hooker, attraverso il suo legale, ha respinto ogni accusa e sostiene di essere devastato dalla scomparsa della moglie, con cui era sposato da 25 anni.
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