Vagava in stato di alterazione lungo i binari, poi viene soccorso e portato in ospedale
RIVAROLO CANAVESE
Ancora una volta a destare preoccupazione tra i cittadini di Rivarolo e dintorni sono le persone che frequentano l’area della stazione ferroviaria. In questo caso si tratterebbe di un giovane che, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza, vagava lungo il binario Uno della stazione. Chi c’era, preoccupato per quanto sarebbe potuto succedere, ha chiesto l’intervento dei soccorsi. Una volta portato l’uomo in ospedale a Cuorgnè, la situazione si sarebbe animata, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri per calmare gli animi.
La Croce rossa di Rivarolo, su segnalazione del personale di Rfi, è intervenuta alla stazione nel tardo pomeriggio di sabato, intorno alle 17.30, per soccorrere un uomo della zona, classe 1993, che vagava in stato di semi-incoscienza. Il giovane inizialmente si era presentato con fare aggressivo, ma non ha dato problemi al personale sanitario intervenuto a causa dei movimenti rallentati.
Il ragazzo, tra l’altro, era senza documenti e senza telefono. Una volta messo in sicurezza, il gruppo è stato raggiunto da una ragazza, che avrebbe detto di essere la fidanzata del giovane e avrebbe fornito le sue generalità. È stata lei a farlo calmare e a convincerlo a farsi trasportare in ospedale per ricevere le cure necessarie. Nonostante la disponibilità a ricevere i primi soccorsi, il giovane non ha mai rivelato quale sostanza avesse assunto, continuando con il silenzio anche dopo essere arrivato in ospedale.
Una volta a Cuorgnè, il giovane avrebbe rifiutato ancora una volta le cure, alzando un po’ i toni nei confronti della ragazza e del personale medico e infermieristico del centro ospedaliero. Per questo motivo sono stati allertati anche i carabinieri, che una volta arrivati al nosocomio di Cuorgnè si sono ritrovati davanti il ragazzo già tranquillizzato. Nessuno tra i presenti ha deciso di sporgere denuncia nei confronti del 32enne, poi dimesso, che aveva probabilmente esagerato con l’alcool e per questo rifiutava le cure del caso.