Bosconero e San Benigno, fedeli in piazza: «Don Mario Viano uno di noi, gli siamo vicini»
BOSCONERO
Un uomo tra gli uomini, sempre pronto ad aiutare tutti, una persona stupenda che ama gli animali, ma soprattutto un parroco capace di riavvicinare chi si era allontanato dalla fede e di riempire le chiese attirando anche i giovani. È il ritratto che hanno fatto di don Mario Viano, il prete di 39 anni finito al centro di un’indagine della Procura di Ivrea, i fedeli che lunedì e martedì si sono ritrovati a Bosconero e a San Benigno per testimoniare davanti alle telecamere delle tv nazionali vicinanza e affetto. E poco importa se in canonica sono stati trovati gatti, pappagallini e serpenti in condizioni igieniche non ottimali e 200 grammi di marijuana. I sostenitori di don Viano, riuniti in due gruppi Whatsapp da mille partecipanti ciascuno, non entrano nel merito delle indagini, anche se qualcuno è pronto a scommettere che quella droga non sia sua: «Sarà certo di qualche giovane che aiutava». Dalla Procura niente di nuovo, mentre un commento della diocesi di Ivrea è atteso per giovedì sul giornale diocesano Il risveglio popolare.
Le testimonianze
Non sono mancati i cartelli con il motto #iostocondonmario in piazza Martiri della libertà a Bosconero. Uno dei cartelli appartiene alla famiglia Consigliere: «Don Mario ha fatto solo del bene alla comunità. Noi siamo tornati a frequentare la chiesa grazie a lui. Abbiamo saputo che non ci sarebbe stato per un po’ durante una funzione a metà marzo. A sostituirlo c’è Padre Grégoire, da Pasquaro di Rivarolo, che apprezziamo molto. Ma entrare in chiesa e non trovare don Mario fa effetto. Ci siamo avvicinati a lui e alla sua chiesa perché è un uomo come noi, che non giudica ma resta accanto. Grazie alla sua empatia è diventato un punto di riferimento. Non sappiamo dove sia, ma gli vogliamo bene e speriamo che superi questo momento difficile». Di empatia ha parlato anche Vincenzo Santarella: «Ho perso mio figlio e la sua vicinanza è stata importante per superare il dolore. Non soltanto con la fede, ma anche con l’affetto e i gesti di conforto. Dopo la perdita del nostro parroco storico, don Pierfranco Chiadò Cutin, don Mario ha saputo conquistare la fiducia di tutti con la sua umiltà e il suo modo di interpretare la messa, sempre con un sorriso». Per Anna R. il parroco «è una persona stupenda, sottoposta a una gogna mediatica degna di un vero criminale. Abbiamo sempre saputo della sua passione per gli animali, che amava e accudiva. Ha riportato in vita tante tradizioni del paese e ha fatto avvicinare i giovani alla religione. Prima di lui la chiesa era vuota. Non comprendiamo certe scelte, ci sono delle indagini, ma non è stato condannato. Noi lo aspettiamo». «Spero che abbia una difesa adeguata, manca molto a tutti. Con lui sono arrivate vitalità e freschezza», ha commentato Mario Fracchia, di San Benigno. «Siamo scettici, quanto abbiamo letto in questi giorni non ci sembra vero – dice il signor Gianni –. Quando è arrivato, nel 2021, si è subito fatto benvolere da tutti».
L’amore per gli animali
Gli animali, anche nel suo modo di gestire le parrocchie, avevano un ruolo centrale: «Oltre alle benedizioni per Sant’Antonio Abate, ha permesso l’ingresso dei nostri amati animali in chiesa. Per lui anche loro sono figli di Dio – racconta Franca Foschiani con la sua Sissy –. Siamo scioccati. È un bravo parroco, ligio al dovere». Se della maggioranza comunale in piazza lunedì non c’era nessuno, era presente invece il consigliere di minoranza Giancarlo Giovannini: «È indagato, non condannato. Sono solidale all’uomo che ha avvicinato i ragazzi alla fede». «Erano tanti anni che non era così bello andare a messa – spiegano i bosconeresi Cristina, Claudio e Barbara –. Non era il solito parroco che parla dal pulpito, che peraltro ha fatto ristrutturare a sue spese. Era vicino a tutti, aveva ravvivato le tradizioni e le processioni del paese e reso partecipi i ragazzi, che aiutava e seguiva anche nelle difficoltà. Faceva la spesa agli indigenti e ascoltava tutti. Era in mezzo a noi insieme a noi». E tra gli “Amici di don Mario”, che lo considerano un moderno Francesco circondato da animali, c’è chi teme che, come accadde a Gesù, e proprio nel periodo di Pasqua, a tradirlo sia stata l’invidia di un Giuda Iscariota dei giorni nostri. —