Monaco: “Sinner e Alcaraz hanno lo status per fare una richiesta. Su Cobolli mix di sconcerto e stupore”
Buona la prima al Masters 1000 di Montecarlo 2026 per i grandi favoriti della vigilia Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che hanno battuto agevolmente i rispettivi avversari accedendo agli ottavi di finale in programma nella giornata di giovedì 9 aprile. Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultimo appuntamento di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
“Si arriva qui a Montecarlo dopo 7-8 mesi di cemento per alcuni, perché Sinner e Alcaraz non giocavano una partita sulla terra dalla finale del Roland Garros 2025. È tutto un po’ da assestare, ma sicuramente non è Baez con il suo peso e non è Humbert col suo tennis a poter scalfire o mettere in difficoltà due come questi. Alcaraz si stava allenando ormai da tre settimane sulla terra, mentre per Sinner i veri test arriveranno più avanti. Quello che posso dire in generale di questi primi giorni di torneo è che, tolti Alcaraz e Sinner, non ho visto quasi nessuno giocare bene. Ho visto tanti giocatori discontinui, ancora fuori regime, senza sensibilità con la palla e con le corde, vedi Cobolli al primo turno“, l’analisi di Monaco.
Sulla discontinuità di Cobolli: “Come si fa a giocare a tennis come fa lui certe volte? Lui dice a fine partita che sta provando a spingere di più perché le partite si vincono spingendo, tutto verissimo, però non è che puoi avventarti su tutte le palle con una furia cieca come se fosse l’ultima della tua vita. A volte hai dei momenti in cui la lucidità magari viene meno, e ha sbagliato qualcosa come 46 dritti. Poi lui nei momenti importanti gioca spesso bene, che è una qualità eccellente, ma se guardavi l’altro giorno Comesana e Cobolli sotto il punto di vista della cilindrata e del tipo di tennis potrebbero anche appartenere alla stessa categoria. Poi è chiaro che ci sono dei dettagli fondamentali, con Cobolli che è un vincente, ha una testa da campione e magari il match lo porta a casa lui, però magari qualcuno in più riesce a capire quando freno gli entusiasmi su di lui. Il dritto ha problemi, strappa molto e gioca molto di forza, in certi momenti è poco lucido ed esagera. È ancora molto grezzo, quindi da questo punto di vista può migliorare tanto, però l’altro giorno sono uscito dalla partita contro Comesana con un mix di sconcerto e ammirazione, che è quello che mi lascia quasi sempre Cobolli“.
“Mancano 11 dei primi 32 al mondo, perché si è aggiunto anche Mensik. Io non ricordo un 1000, anche se non obbligatorio e ad inizio stagione, così falcidiato dalle assenze. Mancano tutti gli americani, Rune che è fuori causa, poi Djokovic, Fils, Draper, tutte assenze di un certo peso. Quindi è ovvio che nel momento in cui ci sono Alcaraz e Sinner, poi in seconda fila magari Zverev e Medvedev, c’è tanto spazio per chi imbrocca la settimana di fare magari un quarto o una semifinale“, dichiara la voce tecnica di Eurosport.
Sulla programmazione dei primi match di Sinner e Alcaraz: “Se ragioniamo in un’ottica Sinner/Alcaraz-centrica è una scelta impeccabile, perché gli dai lo stesso riposo, però tutto sommato è una programmazione fatta ad hoc per loro. Uno perché gioca il doppio e ovviamente anche per quello preferisce non fare una tirata mercoledì-domenica, e l’altro perché non vuole fare la tirata mercoledì-domenica. Hanno lo status per chiedere una cosa del genere, la ottengono. Poi se i rispettivi avversari mercoledì si scannano per andare ad affrontarli, proprio tutta questa equità obiettivamente non c’è. Il loro status è in dubbio e chi ha la fortuna di organizzare un torneo di tennis con Alcaraz e Sinner è chiaro che fa di tutto, nei limiti di quello che può, per averli in finale. C’è da dire che sono talmente più forti, e sono talmente ancora in rodaggio gli avversari, che non hanno bisogno del giorno e mezzo per arrivare in finale da soli, questo voglio dire. E in più l’eventuale avversario se ne può lamentare. Ecco, a livello di equità non hanno fatto una cosa equa. Poi che sia nei loro diritti farla e che ci stia posso essere anche d’accordo, però non è una cosa equa“.