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ATP Montecarlo: Cobolli da montagne russe, batte Comesana in tre set

[10] F. Cobolli b. [Q] F. Comesana 7-5 2-6 6-4

Non è stata una partita lineare, né pulita, né tantomeno semplice, è stata una partita di lotta e sacrificio, di quelle in cui devi resistere ai tuoi errori prima ancora che all’avversario. Flavio Cobolli supera Francisco Comesana per 7-5 2-6 6-3, al termine di una sfida lunga, intermittente e profondamente terraiola, nel bene e nel male.

Il romano ha mostrato due facce della stessa medaglia: da una parte il talento, capace di produrre 13 vincenti nel primo set e accelerazioni improvvise col dritto, dall’altra una fragilità evidente, con 51 errori complessivi che hanno rimesso in discussione anche i momenti di controllo. Il primo set è la sintesi perfetta: sofferto, ribaltato, portato a casa con lucidità nei momenti chiave.

Poi il vuoto e un secondo set che scivola via tra errori in serie, soprattutto col dritto, e cinque game consecutivi concessi a un Comesana tutt’altro che impeccabile ma estremamente ordinato. Una fase in cui Cobolli sembra perdere completamente il filo del match.

Ed è proprio qui che la partita cambia ancora. Nel terzo set l’azzurro ritrova aggressività e convinzione: break immediato, doppio break e 4-0, con una sequenza che sembra chiudere i conti. Ma la tensione torna a farsi sentire, il braccio si irrigidisce e il match si riapre fino al 5-3, quando il ricordo del secondo set torna a bussare.

Stavolta però Cobolli tiene. Ritrova coraggio, qualità, e chiude con personalità, dimostrando che anche dentro una giornata imperfetta si può trovare la strada ed una vittoria non brillante, ma importante.

Primo set: Cobolli ribalta l’inerzia e si prende il set 7-5

Il primo set si sviluppa inizialmente sui binari dell’equilibrio, con i due giocatori che tengono i rispettivi turni di servizio fino al 3-2 per Comesana senza particolari scossoni. Cobolli alterna buone intuizioni, come il dritto inside-in che gli consente di restare agganciato, a qualche errore di troppo, soprattutto con il dritto, ma riesce comunque a rimanere in scia.

Il primo vero strappo arriva nel sesto gioco: sul 3-2 l’argentino piazza il break e sale 4-2, approfittando proprio della fretta del romano, troppo spesso portato a cercare la soluzione immediata senza costruire. Sembra il momento in cui il set può girare definitivamente, anche perché Comesana continua a interpretare alla perfezione il suo piano, fatto di solidità e attesa dell’errore.
E invece Cobolli reagisce subito, ed è questo il passaggio chiave: contro-break immediato per il 4-3, che riporta il set in equilibrio e soprattutto ridà fiducia all’azzurro. Da lì in avanti si procede on serve, con Cobolli che prova a trovare maggiore ordine nello scambio e Comesana che resta fedele alla sua trama attendista. Il romano cresce nei momenti importanti, tiene il servizio con un ace pesante per il 5-5 e si costruisce la chance nel gioco successivo.

Il break decisivo arriva nell’undicesimo game, quando Cobolli riesce finalmente a concretizzare le occasioni, sfruttando anche qualche sbavatura dell’argentino, come l’out con il dritto che vale il 15 decisivo. È il passaggio che consegna all’azzurro la possibilità di servire per il set, e lì, pur tra qualche incertezza, riesce a chiudere: prima di servizio nei momenti chiave e, soprattutto, il dritto inside-in da posizione estrema che vale il 7-5.

Un parziale lungo e dispendioso, chiuso dopo un’ora e 16 minuti, che racconta bene l’andamento della sfida: Cobolli mette il 63% di prime, ottenendo il 68% dei punti con il servizio, trovando anche 13 vincenti, soprattutto con il dritto, mentre Comesana paga i 19 errori gratuiti. Troppi. Numeri che spiegano la differenza: più incisivo l’azzurro nei momenti chiave, più falloso l’argentino quando il set è entrato nella sua fase decisiva.

Secondo set: un Cobolli troppo falloso, cede 6-2

Il secondo set si apre in un clima completamente diverso, non solo dal punto di vista tecnico ma anche ambientale. La temperatura scende sensibilmente, Cobolli si copre tra un cambio di campo e l’altro, mentre dall’altra parte della rete è Comesana a dare i primi segnali di difficoltà: arriva il fisioterapista, poi il medico, l’argentino accusa un evidente malessere allo stomaco.

Alla ripresa, però, è proprio Comesana a partire meglio. Tiene il servizio a zero e sfrutta ancora le incertezze di Cobolli, soprattutto con il dritto, colpo che continua a tradirlo nei momenti apparentemente più gestibili. Il romano prova a scuotersi, alza la pressione da fondo e trova anche soluzioni interessanti, come il rovescio lungolinea vincente e qualche variazione corta che mette in difficoltà l’argentino. Il break arriva nel terzo gioco, con Comesana che fatica negli scambi e lascia spazio all’iniziativa dell’azzurro: Cobolli sale 2-1 e sembra poter indirizzare il set.

In realtà è solo un’illusione. Il dritto torna a essere un problema serio: errori consecutivi, anche con l’aiuto del nastro, e un turno di servizio che scivola via troppo rapidamente. Comesana, pur non al meglio, resta lì, si aggrappa allo scambio e trova il contro-break del 2-2 senza dover fare nulla di straordinario, semplicemente aspettando l’errore. Il leit motiv non cambia: Cobolli continua a pagare dazio a un dritto fragile, mentre l’argentino esegue il suo piano con ordine, salendo 3-2.

Il momento che spacca definitivamente il set arriva subito dopo ed è quasi simbolico: palla break per Comesana, prima di servizio out, cambio di racchetta, seconda e doppio fallo. È il 4-2, il secondo break consecutivo incassato dal romano. Da lì il parziale prende una direzione netta. Cobolli ha anche tre palle break per rientrare, ma le spreca con una sequela di errori di dritto, tra palle lunghe e colpi in rete, ridando fiducia all’argentino che scappa sul 5-2.

Il set, di fatto, finisce lì, dentro un blackout pesante: cinque game consecutivi per Comesana dopo il 2-1 Cobolli, con il romano che abdica al set con un rovescio steccato e un dritto in rete. Il set si chiude 6-2 per l’argentino in 46 minuti. Cobolli chiede il toilet break.

Terzo set: Cobolli parte forte, rischia, poi chiude 6-3

Il terzo set si apre con la chiara sensazione che dopo il blackout del secondo, Cobolli ha bisogno di una scossa immediata. E la trova subito. L’azzurro aggredisce da fondo, spinge col dritto e si prende il break in apertura, nonostante anche un piccolo imprevisto tecnico con le corde. È il segnale giusto: Cobolli avanti 1-0 e servizio, con l’inerzia che torna dalla sua parte.

Da lì il romano accelera, tiene il servizio con autorità, trova variazioni, attacca anche a rete con coraggio e soprattutto alza il livello dei vincenti: il serve&volley del 2-0 e i passanti in corsa raccontano di un giocatore più libero mentalmente. Il momento che indirizza il set arriva poco dopo: doppio break e 3-0, costruito con qualità, tra passanti e pressione costante da fondo. Comesana prova a resistere, ma è costretto a inseguire.

Cobolli continua a spingere e consolida il vantaggio: ace e 4-0, con una sequenza di punti giocati finalmente con convinzione, tra dritti aggressivi e chiusure a rete. È il miglior momento del suo match, quello in cui sembra poter chiudere senza ulteriori scosse. E invece, ancora una volta, arriva il passaggio a vuoto.

Sul 5-1, con il match in mano, Cobolli si inceppa. Errori di dritto, qualche scelta affrettata e Comesana rientra parzialmente: l’argentino tiene il servizio e poi approfitta di un brutto turno dell’azzurro per accorciare sul 5-3. È il momento più delicato, perché il ricordo del secondo set è ancora fresco e il rischio di riaprire tutto aleggia nella fredda aria di Monte Carlo.

Questa volta però Cobolli tiene. Nel game decisivo ritrova coraggio e qualità: passante di dritto, rovescio lungolinea vincente e doppio match point. Alla seconda occasione, l’errore arriva dal lato di Comesana: dritto largo e 6-3 finale.

Cobolli chiude così in due ore e mezza, portando a casa una partita non brillante ma significativa: 31 vincenti contro 51 errori, un tennis a strappi che però, alla distanza, gli ha permesso di uscire dalle difficoltà e trovare la via della vittoria. Prossimo ostacolo, il belga Alexander Blockx che ha battuto Shapovalov.

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