Il presidente dell’Antitrust Rustichelli si dimette dalla magistratura: senza la toga potrà avere nuovi incarichi pubblici
Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, si è dimesso dalla magistratura. Già giudice al Tribunale delle imprese di Napoli, Rustichelli ha assunto l’incarico a maggio 2019, nominato dagli allora presidenti delle Camere Roberto Fico ed Elisabetta Casellati: il suo mandato di sette anni quindi scadrà il mese prossimo, precisamente il 6 maggio, stessa data a partire dalla quale ha comunicato di voler lasciare la toga. Il Consiglio superiore della magistratura voterà l’accettazione delle dimissioni nella seduta di mercoledì 8 aprile.
Per Rustichelli uscire dall’ordine giudiziario è una strada obbligata per ottenere nuovi incarichi pubblici di rilievo. Prima di guidare l’Antitrust, infatti, il magistrato aveva già lavorato per l’esecutivo per quasi 12 anni (dal 2001 al 2013) come consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio e come vice capo di gabinetto del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola nel governo Berlusconi III. Al momento della nomina a presidente dell’Autorità, quindi, aveva già superato il limite massimo di dieci anni fuori ruolo previsto dalla legge Severino. Ma il Csm, spaccandosi quasi a metà, aveva comunque autorizzato l’incarico, sostenendo che quel limite non valesse per i membri delle autorità indipendenti. Ora che il mandato è scaduto, però, il tetto si applicherebbe a qualsiasi altra poltrona, obbligando Rustichelli a tornare in magistratura: da qui, probabilmente, la scelta di dimettersi.
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