Mazzi, l’uomo giusto al posto giusto, scelto per il rilancio. L’elogio di Mogol: “Saprà incrementare il turismo”, vi dico perché
«Gianmarco è un uomo capace, e sono sicuro che saprà risolvere molti dei problemi del turismo. In particolare, credo che sarà in grado di incrementare il turismo estero. È una scelta che considero senz’altro positiva». Ancora: «Nel privato lo conosco come una persona allegra, simpatica, piacevole», è il ritratto. E se a parlare in questi termini è Giulio Rapetti, in arte Mogol, che commentando la nomina di Mazzi a ministro del Turismo si esprime in questi termini, abbiamo – se mai ne servisse ancora uno – un ulteriore bollino di garanzia di qualità e merito.
Il passaggio di testimone al Ministero del Turismo segna l’inizio di una nuova stagione all’insegna della competenza e della cultura. Con le dimissioni di Daniela Santanchè, la scelta del governo è ricaduta su Gianmarco Mazzi, già sottosegretario alla Cultura e figura di spicco nel panorama del management artistico nazionale. Una nomina che ha raccolto l’immediato e caloroso endorsement di un gigante della musica italiana come Mogol.
Mazzi, una vita per l’arte e la solidarietà e il commento di Mogol che plaude alla nomina
Il legame tra Mazzi e Mogol affonda le radici nei primi anni Ottanta quando, insieme a Gianni Morandi, diedero vita alla Nazionale Italiana Cantanti. Un progetto che, in oltre quarant’anni, ha saputo coniugare sport e solidarietà, raccogliendo oltre 50 milioni di euro per fini umanitari. Ma il curriculum del nuovo titolare del dicastero di Via di Villa Ada – un nutrito curriculum maturato negli anni nell’ambito dello spettacolo, con iniziative legate anche al mondo dello sport, prima di dedicarsi per l’appunto all’impegno politico – parla chiaro: Mazzi è un tecnico del settore con una solida base giuridica (laurea con tesi sull’intervento pubblico nello spettacolo).
Mazzi, la collaborazione con Caterina Caselli, Fabrizio De Andrè e i Pooh
Dalla collaborazione con Caterina Caselli come Ligabue. Ai progetti con Fabrizio De André. I Pooh. E lo storico tour Dalla-Morandi, la sua carriera è un viaggio attraverso il meglio della creatività musicale e spettacolare italiana.
Dall’Arena di Verona ai grandi eventi mondiali
Tanto per dirne una, veronese d’origine, Mazzi ha trasformato l’Arena di Verona nel centro di gravità del grande spettacolo televisivo e operistico, portando in scena capolavori come Giulietta e Romeo di Cocciante. Oltre che curando il leggendario ritorno live di Adriano Celentano nel 2012. Non solo. La sua caratura intellettuale è testimoniata anche dal lungo sodalizio con il Premio Nobel Dario Fo – il 22 giugno del 2014 e il 4 dicembre 2015 realizza per Rai1 due eventi di Dario Fo per la scoperta di talenti per il quale ha realizzato eventi memorabili su San Francesco e Maria Callas –. Curando poi con il figlio Jacopo il recupero storico dell’archivio Fo-Rame.
Fino alla consacrazione internazionale con l’organizzazione dell’apertura di Expo 2015 in mondovisione. Si perché, ripercorrendo le tappe di una carriera a dir poco blasonata, nel 2013 e nel 2014 Mazzi segue artisticamente il talent show di Rai2 The Voice. Fino alla consacrazione internazionale con l’organizzazione dell’apertura di Expo 2015 in mondovisione. Il 30 aprile 2015, infatti, il neo-ministro viene scelto per organizzare in mondovisione l’opening di Expo 2015, da Piazza del Duomo a Milano, con la partecipazione di Andrea Bocelli, Lang Lang e l’Orchestra della Scala. E nel 2016 organizza una serie di spettacoli televisivi di grande successo con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli e Massimo Giletti.
Mazzi, e Mogol conferma: una guida che è una garanzia
Oggi, allora, quella stessa sensibilità artistica e capacità organizzativa. E quella profonda attenzione per il “bello” e per la spendibilità a tutti i livelli e ecumenicamente aperta a tutti, vengono messe al servizio del Turismo. Per Mazzi, infatti, il comparto non è solo un asset economico. Ma la naturale estensione del nostro immenso patrimonio identitario. Con la sua nomina, dunque, il turismo italiano ritrova una guida che conosce profondamente il valore dell’accoglienza e la forza del marchio “Made in Italy” nel mondo.
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