Fango, fotomontaggi e slogan contro Giorgia Meloni: denunciati i “professionisti” del vilipendio in azione ad Anagni
Non bastavano i muri imbrattati con insulti e minacce di morte. Non c’è tregua per chi vuole denigrare, delegittimare e vilipendere immagine e ruolo di Giorgia Meloni. Ma la giustizia arriva a scovare i responsabili: identificati dai carabinieri di Anagni gli autori dei manifesti choc che hanno vituperato il volto del premier. Tra scritte anti-Israele e grafiche violente, la sinistra dell’odio finisce nel mirino degli inquirenti: ecco chi sono i sette denunciati per l’affissione abusiva e diffamatoria.
Manifesti contro Meloni ad Anagni, volto martoriato e slogan: identificati i responsabili
Non c’è limite al peggio quando il livore ideologico prende il sopravvento sul rispetto delle istituzioni e della dignità umana. Ad Anagni, la “Città dei Papi”, il clima politico era stato avvelenato lo scorso marzo dall’apparizione di manifesti raccapriccianti: un fotomontaggio che univa il volto del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a quello di una donna brutalmente martoriata. Il tutto condito dallo slogan «Prima gli israeliani». Un attacco concentrico, volto a colpire la premier e la linea di politica estera del governo, attraverso una simbologia visiva violenta e inaccettabile, non solo iconograficamente parlando.
Fioccano denunce e multe per i manifesti contro Meloni dal contenuto “offensivo”
L’impunità dei soliti noti, però, è durata poco. Grazie a un’indagine puntuale e meticolosa condotta dai Carabinieri della Stazione di Anagni, il velo sull’anonimato di questa operazione di sciacallaggio è stato squarciato. Sette persone sono state denunciate per il reato di vilipendio, mentre per gli esecutori materiali delle affissioni abusive scatteranno anche pesanti sanzioni amministrative. La denuncia è arrivata al termine di un’indagine avviata a seguito dell’affissione, avvenuta il mese di marzo scorso in vari punti della “Città dei Papi”, di manifesti dal contenuto ritenuto offensivo.
Manifesti contro Meloni, fango e fotomontaggi
I cartelloni in questione presentavano un’elaborazione grafica raffigurante per metà il volto del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. E per l’altra metà un volto femminile vistosamente martoriato. Sull’immagine era inoltre stata sovrascritta la frase «Prima gli israeliani». Le indagini condotte dai militari dell’Arma hanno consentito di ricostruire quanto accaduto. E di documentare in modo puntuale le responsabilità dei quattro soggetti individuati quali ulteriori autori materiali dell’affissione dei manifesti in argomento, ed a carico dei quali sarà comminata anche una sanzione amministrativa in relazione all’affissione non autorizzata dei manifesti.
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