Impennata di contratti sul prezzo del petrolio pochi minuti prima del post di Trump sulla tregua con l’Iran. I sospetti
Chi ci ha guadagnato? Pochi minuti prima che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciasse lunedì il rinvio per cinque giorni degli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, i trader hanno piazzato scommesse per centinaia di milioni di dollari sul mercato petrolifero. Movimenti anomali che alimentano sospetti di insider trading. Ovvero, che chi ha comprato e venduto avesse informazioni riservate che gli hanno consentito di lucrare sulla presunta tregua, peraltro subito rotta secondo Teheran che ha denunciato nuovi raid su impianti del gas. Ipotesi che fanno il paio con l’accusa lanciata a caldo dal presidente del parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, che – smentendo negoziati con gli Stati Uniti – ha parlato di “notizie false utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”.
Secondo il Financial Times, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, appena quindici minuti prima del post di Trump su Truth Social in cui elogiava i colloqui “produttivi” con Teheran, sono stati scambiati circa 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore nominale di 580 milioni di dollari. Contestualmente, i future sull’indice azionario S&P 500 hanno registrato un’impennata, con volumi insolitamente elevati.
La Bbc conferma fornendo qualche dato: alle 06:49, gli operatori avevano piazzato 733 contratti sul WTI, saliti a 2.007 un minuto dopo, per un valore di circa 170 milioni di dollari, mentre sul Brent i volumi sono passati da 20 a oltre 1.600 contratti, equivalenti a circa 150 milioni di dollari. Analisti come Mukesh Sahdev di XAnalysts parlano di “situazione sicuramente anomala”, sottolineando che a quell’ora del giorno, in genere, le transazioni sono molto più limitate.
L’annuncio di Trump alle 07:04 ha scatenato una forte ondata di vendite sul petrolio facendone scendere il prezzo e un rimbalzo dei mercati azionari, nonostante il presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, abbia negato che fossero in corso negoziati.
Diversi hedge fund e gestori hanno osservato che operazioni di grandi dimensioni prima di annunci ufficiali del governo si sono verificate più volte negli ultimi mesi. Anche a gennaio, prima della destituzione del presidente venezuelano Nicolás Maduro, gli scommettitori su Polymarket hanno piazzato grandi scommesse basate su eventi politici imminenti e c’è chi ci ha guadagnato centinaia di migliaia di dollari. La Casa Bianca, per bocca del portavoce Kush Desai sentito dal Ft, ha respinto ogni insinuazione: “Non tolleriamo che alcun funzionario tragga profitto illegalmente da informazioni riservate”. E qualsiasi accusa è “priva di fondamento”.
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