Carlos Alcaraz doma Joao Fonseca e approda al terzo turno a Miami
Giocare al meglio i punti importanti: è questa una delle qualità decisive per fare la differenza. Nel tennis, infatti, traccia una linea di demarcazione netta tra un campione e chi ambisce agli stessi traguardi. Era già stato questo fattore a risultare determinante nella sfida di Indian Wells tra Jannik Sinner e Joao Fonseca, a favore dell’italiano, e lo è stato anche nella notte italiana nel match di secondo turno del Masters 1000 di Miami tra il brasiliano e lo spagnolo Carlos Alcaraz.
Il murciano (n.1 del mondo) si è imposto con un doppio 6-4 in 1 ora e 35 minuti di gioco sul verdeoro (n.39 ATP). Una partita indirizzata dai break in avvio di set conquistati da “Carlitos”, cinico nella gestione degli scambi sul cemento dell’Hard Rock Stadium. Fonseca ha di che rammaricarsi per le occasioni non sfruttate per riaprire la sfida in entrambe le frazioni: una palla del contro-break nel sesto gioco del primo parziale; una nel secondo e un’altra nel sesto game del secondo set. Il match ha confermato l’attuale superiorità di Alcaraz, ma al tempo stesso ha messo in luce le grandi potenzialità del sudamericano, che dovrà fare tesoro di questa esperienza dopo essersi misurato, in poche settimane, con i primi due giocatori del circuito. Sarà dunque il sei volte vincitore Slam a proseguire la corsa, affrontando al terzo turno in Florida l’americano Sebastian Korda.
Nel primo set Alcaraz aggredisce fin dalle prime battute la seconda di servizio dell’avversario. Un pressing da fondo, particolarmente efficace dal lato del rovescio, che produce il break nel terzo game. Nel quinto gioco “Carlitos” si costruisce un’altra opportunità, ma Fonseca si salva con la combinazione servizio-dritto. Il giovane brasiliano prova a reagire, sospinto dai tanti connazionali sugli spalti, e nel sesto gioco ha la chance per rientrare: lo spagnolo, però, è solido al servizio e annulla. Non si registrano altre occasioni e il set si chiude sul 6-4 per il numero uno del ranking.
Nel secondo set l’iberico è ancora più chirurgico. Risposta profonda e costante, approfittando di una battuta di Fonseca meno precisa. Il sudamericano annulla le prime due palle break, ma capitola sulla terza, complice una splendida smorzata dell’avversario. Il classe 2006 prova a reagire e ha sulla racchetta una chance di contro-break, ma la risposta di rovescio lo tradisce. Copione simile anche nel sesto game, quando, complice qualche errore di Alcaraz, si presenta un’altra opportunità. Il pragmatismo, però, non assiste Fonseca. Il numero uno del mondo non concede più nulla e chiude con autorevolezza sul 6-4.
Le statistiche confermano la superiorità dello spagnolo: 8 ace, 70% di prime in campo e l’80% dei punti vinti con la prima. Più in difficoltà Fonseca con questo fondamentale, fermo al 67% dei punti vinti sulla prima. Prestazione solida del funambolo di Murcia, come dimostra anche il rapporto vincenti/errori gratuiti (27/23 contro il 13/20 del rivale).