Il turismo si conferma locomotiva d’Italia. Bankitalia: vale l’1% del pil con più di 22 miliardi
Secondo dati provvisori di Bankitalia, nel 2025 la bilancia turistica ha segnato un avanzo di 22,8 miliardi, pari all’1,0% del Pil. In sostanza, le entrate e le uscite del settore sono aumentate contestualmente del 4,8% e del 3,1%. In tutti e due i casi, lo sviluppo nasce dal grande numero di viaggiatori. La spesa degli stranieri in Italia è cresciuta sia per i viaggiatori della Ue sia per quelli extra-Ue, rispettivamente del 4,1% e del 5,5%. I consumi degli italiani all’estero è aumentata soprattutto nelle destinazioni della Ue nel 5,1% e in misura assai più contenuta, in quelle extra-Ue dell’ 1,3%. Sul versante delle entrate, i viaggi per svago sono arrivati a pesare per il 67% della spesa totale.
Per quanto riguarda le uscite, sebbene in forte aumento, i soggiorni presentano un’incidenza più bassa al 53%, con riferimento al maggior peso dei viaggi per lavoro al 21%, contro l’11% per gli stranieri nella penisola. Per entrambi i flussi sono incrementati i pernottamenti in alberghi, B&B, villaggi turistici e agriturismi, la cui quota sul totale ha raggiunto il 44% sia per gli italiani all’estero sia per gli stranieri in Italia. Inoltre, l’incidenza delle case in affitto si è attestata intorno al 24% dei pernottamenti in entrambi i casi.
Il turismo italiano si conferma fondamentale. Bankitalia: vale l’1% del pil
Soltanto a dicembre 2025, la bilancia turistica dei pagamenti dell’Italia ha registrato un surplus di quasi 0,7 miliardi di euro, praticamente in linea con lo stesso mese del 2024. La spesa dei viaggiatori stranieri in Italia, che è pari a 3,0 miliardi, è cresciuta del 6,6%, mentre quella dei viaggiatori italiani all’estero, pari a 2,4 miliardi, è cresciuta del 7,3%. Nel totale del quarto trimestre del 2025, i due flussi hanno registrato un’espansione rispetto allo stesso periodo del 2024, rispettivamente del 4,1% per le entrate e dell’1,6% per le uscite. La spesa degli stranieri in Italia è cresciuta sia per i residenti della Ue sia per quelli extra-Ue, del 3,6% e del 4,5%. Inoltre, la spesa degli italiani all’estero è aumentata soltanto nelle destinazioni del continente al 3,9%, anche a fronte di un modesto calo in quelle extra-Ue dello 0,2%.
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