Bufera sul post di una preside dopo il derby Samb-Ascoli, a scuola spunta uno striscione: “Pesciara, via dall’Agraria”. Lei si difende: “È tutto assurdo”
“Preside pesciara, via dall’Agraria”. È scontro tra i tifosi dell’Ascoli Calcio e la preside dell’Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani” della città, Rossana Moretti. A dividere la scuola ci ha pensato il calcio. Da una parte i ragazzi che stanno con “la Regina delle Marche”. Dall’altra parte la preside che in un post pubblicato sullo stato WhatsApp, al termine del derby calcistico tra Sambenedettese e Ascoli, ha scritto: “Ridicoli bianconeri… esultare dinanzi a una curva vuota! Tipico dell’ascolano!”.
Nei giorni scorsi al termine dell’incontro disputato al ‘Riviera delle Palme’, infatti, i calciatori di Francesco Tomei, per rendere tributo ai propri tifosi che non hanno potuto assistere alla partita a causa delle restrizioni per motivi di ordine pubblico, hanno deciso di ripetere il consueto rituale della corsa sotto la curva. Un gesto che la preside ha voluto commentare tra amici. Un post – rimosso subito dopo – ma rintracciato dagli ultras dell’Ascoli che non hanno perdonato Moretti.
Venerdì mattina, infatti, sul cancello della scuola è apparso lo striscione: “Preside pesciara, via dall’Agraria”. Per chi non lo sapesse la parola dialettale “pesciara” è un riferimento alla costa e a chi si occupa di pesca. Un conflitto, quello tra Moretti e i tifosi dell’AC Ascoli 1898 che ha sollevato una serie di polemiche. Qualche papà, sui social, si è schierato contro la preside definendola “inadatta a ricoprire il ruolo di educatore” mentre altri hanno preso le sue difese spiegando che la situazione è degenerata. Sul sito “PicenoNews24” è apparso un articolo molto critico definendo la mossa della dirigente “un passo falso clamoroso, senza precedenti, che continua a generare sdegno e indignazione nei confronti della città offesa dal suddetto post, così come tra gli stessi professori dell’Agraria e i genitori dei ragazzi che temono per l’incolumità dei propri figli”.
Un caso sul quale Moretti – contattata dal nostro giornale – risponde con una lunga lista di autoelogi in terza persona: “Sono nata a San Benedetto del Tronto ma ho girato l’Italia per lavorare nel privato prima di insegnare e poi fare la preside. Nel 2019 ho vissuto il periodo del Covid già ad Ascoli Piceno dove mi sono trasferita all’“Ulpiani” che era in declino. Non ho mai commentato nulla, non ho un solo social. Posto ogni tanto qualcosa sullo stato di WhatsApp. Ho sempre avuto un basso profilo perché mi sento servitrice dello Stato. Ho lavorato 24 ore al giorno. Al posto di risponderle su quello striscione io vorrei chiedere: cosa ne pensano i ragazzi di me? La preside Moretti è a capo di una nave che funziona benissimo. Ora l’“Ulpiani” grazie a me è rifiorito, l’ho ristrutturato completamente; durante la mia gestione ho captato fondi per i vigneti; ho consolidato e triplicato il fatturato. Sono stata persino all’ospedale per stress. Ho preso il patentino trattori e cingolati. Ho investito un paio di milioni di euro. Ho trovato altri 350milioni di euro per riconvertire il campo da pallacanestro. Dietro a ogni percorso c’è la preside Moretti che lavora 15-18 ore al giorno. Il sindaco di Ascoli mi stima. Abbiamo vinto il premio sulla comunicazione e marketing. Sfido chiunque a dire la pesciara deve andare via”.
In merito al clamore suscitato dalla sua dichiarazione, invece ci dice: “Ho ricevuto un messaggio di solidarietà della direttrice dell’Usr Donatella D’Amico. Alcuni giornalisti hanno ucciso la figura professionale e etica della preside Moretti, ma ho ricevuto appoggio e vicinanza da tanta gente. Non posso leggere il marcio che si può buttare contro me. Non sono tifosa di alcuna squadra. Lo può attestare il fatto che si è trattato di una battuta ironica fatta con gli amici ascolani. Nessuno voleva togliere il merito alla squadra. È tutto assurdo. Sono state scritte solo frasi offensive contro di me. Fossi stata una tifosa della Sambenedettese quel club avrebbe reagito. Il mio è stato un atto di ingenuità, sono rimasta incastrata da ingranaggi tra tifoserie. A chi realmente conosce la preside Moretti chiedo se me ne devo andare per una leggerezza ironica scritta sullo “stato” visibile a poche persone. Lo striscione non l’ho visto perché ero a Fermo con alcune classi ma mi chiedo: ora cosa mi posso aspettare?”.
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