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“Iran? Nasceranno nuovi odi. La pace non interessa più a nessuno, Bergoglio inascoltato”: l’intervista a padre Alex Zanotelli

Per Donald Trump “servirebbe uno psichiatra”. Benjamin Netanyahu “è un criminale di guerra”. Pedro Sanchez è “l’unico vero politico in Europa”. La Nato “va rifondata”. I parroci “hanno tradito il Vangelo” e il pacifismo “non interessa più a nessuno” perché “i governi sono prigionieri del complesso militare-industriale” basti vedere l’Italia “dove il ministero della Difesa è nelle mani di Guido Crosetto, a capo di un’impresa creata come joint venture tra Fincantieri e Leonardo”. Sono le parole di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, attivista pacifista che da anni vive nel quartiere “La Sanità” a Napoli dopo essere stato in missione in Africa. Nelle ore in cui l’Iran è sotto attacco da parte di Israele e Stati Uniti, nel suo “quartier generale” (una stanza nel campanile della chiesa), l’87enne nato a Livo, in provincia di Trento, si informa leggendo i quotidiani di tutto il mondo per farsi un’idea di quanto sta accadendo.

Padre Zanotelli, dov’è finito pacifismo? In passato di fronte a una simile crisi saremmo già scesi in piazza…

Ciò che più mi amareggia è l’indifferenza quasi totale delle parrocchie. È come se Gesù non avesse mai detto nulla. Se le comunità fossero davvero intrise del Vangelo sarebbe diverso. Oggi sono passive. Non reagiscono a nulla. Da anni insistiamo perché non investano i loro soldi nelle cosiddette “banche armate” ma non lo fanno. Temo che la teologia sia diventata borghese. Le nostre celebrazioni restano mistiche, non entrano nella vita. Papa Francesco disse che “non ci può essere una guerra giusta” ma nemmeno lui è stato ascoltato. L’enciclica di Bergoglio “Laudato si” chiamava in causa il disastro planetario che ora stiamo provocando con questi conflitti. Ma sa che le dico?

Prego.

Non me la prendo con i preti ma con le facoltà teologiche: cosa insegnano?

E l’associazionismo?

La verità è che non basta più scendere in piazza: dobbiamo mettere in atto azioni concrete per “disturbare” i governi. Un esempio. Un tempo praticavamo l’obiezione fiscale: se l’Italia raggiunge il 3% del Pil in investimenti in armi, noi dobbiamo alla pari rifiutarci di pagare le tasse per quella cifra. La disobbedienza civile resta fondamentale. Il problema è che la grande stampa e la tv non ne vogliono sapere di tutto ciò, sono a favore del sistema. Ancora una volta mi chiedo: i media cattolici dove sono finiti? Penso ai settimanali, ai quotidiani che ci sono in diverse diocesi…

E così nel mondo politico solo il primo ministro spagnolo ha preso posizione contro Trump.

Cosa la stupisce? Nel contesto in cui siamo la militarizzazione della società è accettata. Non c’è la capacità di capire che stiamo rischiando tutto. Viviamo in un sistema capitalistico, dove la cosa più importante è il profitto. La Germania che perderà 500mila lavoratori nelle fabbriche automobilistiche li sta riversando nelle aziende che producono armi. Sanchez è l’unico vero politico che abbiamo in Europa. Guardiamo anche al nostro Paese: il Partito democratico non prende posizione chiare sulla guerra. Anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sono timidi. Meloni ha chinato il capo alla Nato che ha concordato un aumento storico della spesa militare al 5% del Pil entro il 2035. Così salta la scuola, la sanità pubblica. Aveva ragione Dante Alighieri a dire “hanno perduto il ben dell’intelletto”.

Con lo scontro tra Stati Uniti, Israele e Iran, ora la guerra tra Ucraina e Russia e la crisi a Gaza passano in secondo piano.

Il genocidio del popolo palestinese è stato oscurato da questa nuova crisi. È certamente una delle ragioni, quest’ultima, per la quale Netanyahu ha voluto bombardare l’Iran in un momento in cui pian piano, grazie alla giovane popolazione, avrebbero potuto cambiare la situazione. Così, invece, i radicali prenderanno di nuovo le redini del Paese e nulla si modificherà. Anzi, nasceranno nuovi odi, ci sarà un nuovo scontro tra i musulmani estremisti e l’Occidente.

Vuole dirmi che dobbiamo aspettarci un altro 11 settembre?

È inevitabile. L’Isis tornerà con forza sul campo.

In questo scenario i nostri governi e i media sembrano non accorgersi del conflitto tra Pakistan e Afghanistan e delle guerre in Africa.

Non si parla nemmeno di ciò che sta avvenendo in Sudan, in Congo, in Somalia, nell’Africa centrale. C’è in atto una neo-colonizzazione dell’Africa. La Cina ha messo le mani su quell’area da tempo. Trump punta ai minerali del Congo. L’Italia ha intavolato il piano “Mattei” per ottenere gas e petrolio. Ma mi lasci aggiungere un concetto.

Dica.

Tutte queste guerre sono complici del surriscaldamento del pianeta che ci porterà alla distruzione. Abbiamo già superato l’obiettivo fondamentale dell’Accordo di Parigi sul clima di contenere l’aumento entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali per prevenire catastrofi climatiche, puntando alla neutralità carbonica entro fine secolo. Accanto a questo, la chiusura dello Stretto di Hormuz porterà ad un aumento dei costi del petrolio con conseguenze che tra qualche mese incideranno sulle tasche dei cittadini. La verità sta nelle indimenticabili parole del presidente Usa, Dwight Eisenhower, che disse nel suo ultimo discorso alla nazione: “Vedo un solo percolo per gli Stati Uniti, il complesso militare industriale di questo Paese”. Ora tutti i Paesi sono prigionieri di questa situazione.

Se le dico Donald Trump che pensa?

A chi l’ha votato, a chi anche tra il clero americano lo ha scelto: è inspiegabile. Trump è un uomo malato che ha bisogno di uno psichiatra. Lo scriva, la prego. Non temo. Per fortuna, negli Usa ci sono delle istituzioni che stanno reagendo: penso alla Corte Suprema. Trump potrebbe anche perdere le elezioni di metà mandato ma non sarà facile disfarsi di una persona così.

E cosa pensa di Netanyahu?

“È un criminale di guerra. Non riesco a dire altro. Ciò che ha fatto è un genocidio, è ormai chiaro. Come Chiesa dobbiamo riflettere sul fondamentalismo religioso che c’è in Israele. Le confessioni dovrebbero fare un grande sforzo per aiutare i fedeli a leggere in maniera intelligente e critica la Bibbia.

Cosa voterà al referendum sulla giustizia?

Un enorme no. Faccio parte anche del comitato referendario per il No di Napoli. È evidente che il governo vuole mettere le mani sulla magistratura; noi dobbiamo impedirglielo. Il mio grazie va al procuratore generale della mia città Aldo Policastro e a al procuratore Nicola Gratteri per il coraggio con il quale hanno preso parte a questa competizione, spiegando con chiarezza alla gente ciò che accadrà se passerà il Sì.

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