Teheran proclama 40 giorni di lutto per la morte di Khamenei: possibile successore il figlio dell’ayatollah o il nipote di Khomeini
La tv di Stato iraniana ha confermato la morte dell’ayatollah Ali Khamenei nell’attacco di ieri condotto da Stato Uniti e Israele. L’annuncio ufficiale è arrivato alle 5 ora locale – le 2.30 in Italia – mentre venivano trasmesse immagini d’archivio con lo schermo listato a lutto. E oggi, ha annunciato il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, inizierà il processo di transizione per la successione alla Guida suprema.
“Un consiglio di direzione provvisoria sarà formato presto. Il presidente, il capo del potere giudiziario e in giurista del Consiglio dei guardiani assumeranno le responsabilità fino all’elezione della prossima Guida”, ha detto Larijani, secondo cui “il consiglio sarà creato al più presto possibile, noi lavoriamo alla sua formazione da oggi”.
La televisione di Stato iraniana ha anche annunciato un periodo di lutto di 40 giorni e sette giorni festivi in seguito alla morte della guida suprema dell’Irana. Khamenei era al potere dal 1989. “Con il martirio della guida suprema, il suo percorso e la sua missione non andranno persi né saranno dimenticati, ma saranno perseguiti con maggiore vigore e zelo”, ha commentato un presentatore della tv.
Khamenei non ha un erede ufficialmente designato e che a scegliere il prossimo leader sarà un organo eletto composto da 88 alti religiosi, noto come Assemblea degli Esperti. La Cnn ha passato in rassegna alcuni dei possibili candidati alla carica, sentendo esperti e analisti. Mojtaba Khamenei, 56 anni: secondo figlio di Khamenei, è ritenuto molto influente e con forti legami con i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) e con la forza paramilitare volontaria Basij. Ma una successione padre-figlio è malvista nell’establishment clericale sciita. Un ulteriore ostacolo è che Mojtaba non è un alto religioso e non ricopre alcun ruolo ufficiale nel regime.
Alireza Arafi, 67 anni: figura meno nota, Arafi è un religioso affermato e uomo di fiducia di Khamenei. Attualmente è vicepresidente dell’Assemblea degli Esperti ed è stato membro del potente Consiglio dei Guardiani, che valuta i candidati alle elezioni e le leggi approvate dal Parlamento. È anche a capo del sistema dei seminari iraniani. Non è considerato un peso massimo della politica e non avrebbe legami stretti con l’apparato di sicurezza.
Possibile successore anche il nipote di Khomeini
Mohammad Mehdi Mirbagheri, poco più di 60 anni: religioso di linea dura e membro dell’Assemblea degli Esperti, rappresenta l’ala più conservatrice dell’establishment clericale. Secondo IranWire, un sito di attivisti, è fortemente contrario all’Occidente e ritiene inevitabile un conflitto tra credenti e infedeli. Attualmente dirige l’Accademia delle Scienze islamiche nella citta’ santa di Qom, nel nord del Paese.
Hassan Khomeini, poco più di 50 anni: nipote del fondatore della Repubblica islamica, ayatollah Ruhollah Khomeini, e quindi dotato di legittimità religiosa e rivoluzionaria. E’ custode del mausoleo di Khomeini, ma non ha ricoperto incarichi pubblici e sembra avere poca influenza sull’apparato di sicurezza o sull’e’lite di potere. E’ considerato meno oltranzista di molti suoi pari.
Hashem Hosseini Bushehri, tra i 60 e i 70 anni: alto religioso con legami stretti con le istituzioni che gestiscono la successione, in particolare l’Assemblea degli Esperti, dove è primo vicepresidente. Viene ritenuto
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