Dialisi Ivrea, l’Asl ai pazienti: «Lavori in 10-12 mesi»
IVREA. Trasloco della dialisi a Castellamonte: è ora. Le apparecchiature e i monitor saranno spostati in due tempi, in parte in questo fine settimana (28 febbraio -1° marzo) e in parte nel prossimo (7-8 marzo). Quarantasette sono le persone in dialisi seguite all’ospedale di Ivrea e 27 a Castellamonte.
Per i tempi del cantiere, però, ancora non si sa. La Regione ha assicurato all’Asl/To4 che i fondi saranno sbloccati a breve. I tempi dei lavori, invece, dovrebbero essere tra i dieci e dodici mesi. Martedì scorso, la direzione Asl/To4 ha incontrato i rappresentanti Aned, associazione nazionale emodializzati. L’incontro era stato sollecitato proprio dall’associazione per fare chiarezza su tempi, lavori e difficoltà di questo trasferimento. «Volevamo intanto capire perché c’era stato questo slittamento da novembre, quando c’era stato un precedente momento di confronto con la direzione – dice Gian Luigi Giacomazzi, presidente regionale Aned –. Poi volevamo fare un punto sulla gestione dei pazienti fragili e avere un’idea un po’ più precisa delle tempistiche dei lavori di ristrutturazione del reparto di Ivrea».
Aned ha formulato all’Asl/To4 anche qualche suggerimento per evitare meno disagi possibile ai pazienti fragili: «Parliamo di persone con comorbilità, che non possono sobbarcarsi dei viaggi lunghi. Per noi, dirottare i pazienti fragili da Ivrea sugli ospedali di Ciriè e Chivasso, non è una soluzione accettabile. Chiediamo se sia possibile aumentare i posti in ospedale a Ivrea o aumentare le sedute con un turno ulteriore». Luigi Vercellino, direttore generale Asl/To4, spiega che a Castellamonte sarà disponibile un’ambulanza dedicata per eventuali trasferimenti in ospedale a Ivrea ed è stato predisposto un protocollo specifico con il 118 per la gestione delle urgenze. Tra l’altro, sono proprio la predisposizione di questo protocollo e la messa a punto delle procedure con relativi passaggi tecnici e collaudi che hanno determinato lo slittamento ad ora del trasferimento del servizio. I pazienti più fragili, intanto, continueranno a effettuare la dialisi all’ospedale di Ivrea: sono infatti stati allestiti nel reparto di Nefrologia del quarto piano blocco A quattro posti letto. «Lo spostamento sugli ospedali di Chivasso e Ciriè – dice Vercellino – è proprio una extrema ratio. Capiamo benissimo, come rileva anche Aned, che si tratta di pazienti fragili e che il disagio per lo spostamento è grande. Non è possibile per ragioni tecniche aumentare i posti letto, ma valuteremo la proposta di Aned se sarà possibile, con il personale che abbiamo, effettuare qualche turno aggiuntivo di dialisi». Quanto ai tempi, Vercellino ha spiegato ad Aned che per i lavori saranno necessari da 10 a 12 mesi: «Una volta ristrutturato il reparto, i pazienti torneranno tutti a Ivrea, la questione del nuovo ospedale non c’entra nulla». L’investimento (3,6 milioni di euro) utilizza Fondi nazionali per lo sviluppo e la coesione e la procedura, in Regione, è data in dirittura di arrivo. Giacomazzi prende atto dei chiarimenti di Vercellino: «Seguiremo passo passo con la massima attenzione». E lo farà anche Nursind. «Abbiamo scritto all’assessore regionale Riboldi per avere garanzie in merito ai finanziamenti e un cronoprogramma dei lavori certo – dice il segretario Nursind Torino Giuseppe Summa – .Siamo consapevoli che i lavori non siano più procrastinabili per motivi di sicurezza, ma siamo preoccupati per l'assenza di una data certa di inizio del cantiere. A Vercellino, invece, vogliamo chiedere che siano minimizzati i disagi e che si faccia in modo che la procedura del trasloco si svolga senza problemi e in sicurezza. Siamo infatti venuti a conoscenza di disagi ai pazienti, ai quali pare siano state modificate i giorni di seduta dialitica».