Tribunale di Ivrea, la nuova aula per il processo sulla strage di Brandizzo si farà: ma non è più “maxi”
IVREA. Una nuova aula da un centinaio di posti, al massimo 110. Tutto grazie all’impegno del Comune di Ivrea e di Regione Piemonte, che ha messo sul piatto 500mila euro per gli aggiustamenti strutturali. Il ministero della Giustizia, padrone di casa, metterà 10mila euro all’anno per l’affitto, si occuperà del mobilio, dei metal detector e della vigilanza. I prezzi di mercato per la locazione di 300 metri quadri circa sono però intorno ai 35mila euro. Quindi anche la maggior parte dei costi per l’affitto resteranno in Canavese. Il sindaco Matteo Chiantore cercherà di convincere gli altri Comuni del circondario a collaborare, così che alla fine possa restare un 30% dell’affitto a carico del Comune di Ivrea, che in termini assoluti sarà più o meno la stessa cifra che metterà il ministero. È questo il risultato della Conferenza territoriale permanente degli uffici giudiziari di Ivrea, che si è tenuta giovedì pomeriggio in Corte d’appello a Torino. Oltre alla procuratrice di Ivrea Gabriella Viglione, alla presidente del tribunale Antonia Mussa e alla presidente del Coa Patrizia Lepore, l’assise era allargata anche alla presidente della Corte d’Appello Alessandra Bassi, alla procuratrice generale Lucia Musti, al presidente della Regione Alberto Cirio, al sindaco Matteo Chiantore e ai funzioni del ministero della Giustizia.
In realtà la richiesta degli uffici giudiziari eporediesi era di un’aula da 250 posti. Viste però le disponibilità del ministero dell’affitto si è dovuti scendere prima a una capienza di 120-130,poi attestarsi sui 100-110. Di convincere il sottosegretario alla Giustizia Andrea DelMastro, si è occupato il presidente Cirio. La Regione non ha competenze sulla giustizia, la cui gestione resta in capo allo Stato, ma non è rimasta indifferente di fronte alla tragedia della strage di Brandizzo, visto che ha annunciato anche la sua Costituzione di parte civile al processo.
L’idea della maxi aula, infatti, nasce perché in tribunale a Ivrea non ce n’è una idonea a contenere il processo per la morte di Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo, investiti da un treno mentre eseguivano il lavoro per conto di Rfi. Al momento sono indagate 21 persone e tre società, che avranno i relativi avvocati, senza dimenticare i vari media che vorranno seguire un processo così importante. Si stima che la capienza dell’aula più grande del tribunale di Ivrea sia di 50 posti (ma a sedere ce ne saranno forse una ventina). Non ci sono, inoltre, ingressi differenziati per giudici, pubblico e imputati.
L’immobile in cui sarà costruita la nuova aula è di proprietà in parte di Ivrea Parcheggi, partecipata dal Comune di Ivrea, in parte di Sit, di Finmpiemente, a sua volta partecipata dalla Regione. «Io non posso che ringraziare - spiega il sindaco Chiantore - sia la Regione che il ministero, perché era fondamentale che questo processo si svolgesse nella sua sede naturale, cioè Ivrea».