Abusi sulla nipotina e foto di minori nel pc Pensionato condannato a 7 anni e 8 mesi
PAVIA, La Corte d’assise di Pavia ha inflitto 7 anni e 8 mesi di reclusione (non andrà in carcere fino a quando la sentenza non sarà definitiva) a un nonno 75enne residente in centro vicino a Pavia, riconosciuto colpevole almeno in primo grado di violenza sessuale sulla nipotina di 6 anni e di detenzione di materiale pedopornografico, rinvenuto sul suo computer e non riferibile alla nipotina. Riconosciuto anche un risarcimento provvisionale di 50mila euro alla famiglia.
Una pena sensibilmente inferiore ai 13 anni richiesti dalla pubblica accusa. La sentenza è stata pronunciata nel tardo pomeriggio di venerdì 6 febbraio dalla Corte d’assise di Pavia, presieduta da Elena Stoppini, affiancata dal giudice togato Carlo Pasta e da sei giudici popolari.
La vicenda
I fatti contestati risalgono alle vacanze di Natale del 2020, quando la bambina che vive con la famiglia in provincia di Varese, si trovava a casa dei nonni. La bimba aveva 6 anni e come spesso accadeva negli anni precedenti, in un clima che i genitori avevano sempre ritenuto sicuro e sereno, era dai nonni nel Pavese.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la piccola sarebbe stata molestata in un’occasione durante quel periodo di vacanza, mentre i genitori si trovavano altrove. Un episodio che ha incrinato in modo definitivo un rapporto di fiducia familiare. Il racconto della bambina, inizialmente riferito ai genitori, è stato poi confermato nel corso di un’audizione protetta, entrata a pieno titolo nel fascicolo processuale e ritenuta attendibile dalla procura. Proprio quelle dichiarazioni hanno dato avvio all’indagine coordinata dalla procura distrettuale di Milano, culminata nel rinvio a giudizio dell’uomo, fino ad allora incensurato. Il processo, celebrato per competenza territoriale a Pavia, è entrato nel vivo nei mesi scorsi, quando il tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile della bambina – tuttora minorenne e rappresentata dai genitori – e degli stessi genitori rappresentanti dall’avvocato Andrea Prestinoni di Varese. Una decisione assunta nonostante l’opposizione della difesa dell’imputato e che ha consentito alla famiglia di chiedere anche un risarcimento economico per i danni subiti.
Nel corso del dibattimento è emerso anche il secondo filone dell’inchiesta: la detenzione di materiale pedopornografico trovato sul computer dell’imputato. File che, pur non riguardando la nipotina, hanno contribuito a delineare un quadro accusatorio ancora più pesante e hanno inciso sulla valutazione complessiva della condotta dell’uomo. Con la pronuncia di condanna, la corte ha ritenuto provata la responsabilità dell’imputato per entrambi i reati, anche se riducendo la gravità delle contestazioni e quindi la pena. Una decisione che ha riaperto il dolore di una famiglia ormai divisa, con rapporti completamente interrotti tra i genitori della bambina e quella del nonno. Il legale della famiglia della bambini ha già confermato l’intenzione di presentare appello. Resta una storia drammatica, consumata tra le mura domestiche e scoperta solo grazie al coraggio di una bambina e dei suoi genitori. Una vicenda che, nonostante la sentenza di primo grado, è destinata a proseguire nei successivi gradi di giudizio, lasciando sullo sfondo un trauma profondo e difficile da rimarginare.—