Giordano Bruno Guerri: Festeggio l’addio di Vannacci. Meloni si libera di una zavorra
Dopo Maria Rosaria Boccia, che per mesi ha occupato le pagine dei giornali e le poltrone d’onore degli studi televisivi, il nuovo personaggio del momento, più cercato, citato – verrebbe da dire quasi sponsorizzato – dai media di sinistra, è senza dubbio il Generale Roberto Vannacci.
La sinistra spende fiumi di inchiostro e di parole ma il peso reale è un altro
Tra una guerra e l’altra, tra immagini di scontri e aggressioni alla Polizia in piazza per mano dei facinorosi che manifestano per i centri sociali, tra l’apertura dei Giochi Olimpici Italiani e l’approvazione di importanti provvedimenti sulla sicurezza e la giustizia, sui giornaloni e i grandi media di ispirazione dell’intellighenzia, per l’eurodeputato ex Lega si spendono fiumi di parole e di inchiostro. Viene raccontato quasi come fosse il bersagliere che apre la breccia a Porta Pia. E’ descritto come colui che – più o meno consapevole – ha il potere di far addirittura traballare il governo Nazionale secondo i racconti della sinistra. Ma il reale peso della vicenda è molto diverso, così come la percezione dei cittadini che hanno scelto il centrodestra e ogni giorno confermano la loro volontà nei sondaggi che crescono.
Giordano Bruno Guerri, l’autorevole punto di vista sulla realtà
Così mentre si assiste all’ennesimo tentativo da parte della sinistra di insegnare agli elettori di destra cosa dovrebbero pensare, a fornire il vero punto di vista degli osservatori e elettori vicini al governo lo fa Giordano Bruno Guerri dalle colonne del quotidiano La Stampa. Il giornalista e intellettuale seguito e apprezzato da sempre dall’universo della destra e non solo, spiega in una intervista che di fronte all’addio del parlamentare europeo «Sto festeggiando e non ho dubbi. L’abbandono della Lega da parte di Roberto Vannacci è un fatto molto positivo. Permette alla destra al governo, e in particolare a Giorgia Meloni, di liberarsi di tanta ingombrante zavorra».
Per Meloni perdere un eventuale 1% con FdI è un rischio che vale la pena correre
Giordano Bruno Guerri, oggi presidente della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, e persona che da sempre si definisce liberale, libertario, ed ex libertino, sottolinea che rischiare di perdere una piccola percentuale di voti forse nemmeno «l’1%» per Fratelli d’Italia « è un rischio da correre. Meloni è dura e determinata e può trarre vantaggio da un benefico e benigno spostamento al centro». Senza considerare che per Guerri «Il primo ministro è troppo accorta e intuitiva per fidarsi. Vannacci vuole una destra vicina ai sovranisti americani, a Afd e ad altre forze reazionarie. Il militare nato a La Spezia rifà peraltro il verso, diciamo così, alla stessa Meloni, vuole ricopiare l’operazione che fu portata a compimento dalla leader di FdI quando vinse alla grande le elezioni del 2022, proponendosi come il collettore della scontentezza e della delusione del Paese. Il generale è inoltre un sostenitore della remigrazione ed è contrario alla parità di genere».
Vannacci lasci stare il paragone con D’annunzio. E’ questione anche di qualità intellettuale…
E a Vannacci che «si definisce pure l’erede di Gabriele D’Annunzio e anche questo parallelo suscita la mia perplessità per non dire la mia ironia» Guerri, storico e biografo del Vate riconosciuto a livello mondiale risponde: «Forse Vannacci ha in comune con il poeta il nazionalismo ma per il resto lascerei perdere ogni parallelo, è questione anche di qualità intellettuale. Il militare che si auto propone come erede di uno dei più grandi scrittori non capisce per nulla D’Annunzio, autore della Carta del Carnaro. La fuoriuscita di Vannacci dalla Lega è stata un’iniziativa veramente benemerita. Le prossime elezioni saranno un gran successo per la destra di Meloni».
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