Da Cuorgnè fino a Valperga: per andare in Posta si prende il bus
Cuorgnè
La chiusura temporanea dell’ufficio postale di via Asilo, destinata a protrarsi fino all’1 aprile 2026 (e forse oltre), apre a una fase complessa ma che sarà gestita, secondo l’amministrazione comunale, con anticipo, chiarezza e attenzione alle fasce più fragili della popolazione. A seguito della comunicazione ufficiale di Poste italiane, il Comune ha infatti attivato, in collaborazione con il Ciss 38, un servizio di trasporto sociale dedicato ad anziani, persone fragili, cittadini con limitata mobilità o privi di una rete familiare di supporto.
Il servizio sarà organizzato per una mezza giornata, concordata direttamente con la filiale di riferimento individuata a Valperga, dove gli utenti potranno recarsi per il ritiro di pacchi e corrispondenza, la gestione di conti correnti e libretti e per tutte le principali operazioni postali.
L’accesso al trasporto avviene tramite lo Sportello sociale del Ciss 38, contattabile telefonicamente negli orari di apertura settimanali. In parallelo, grazie al servizio di facilitazione digitale, alcune pratiche potranno essere svolte direttamente presso il presidio sociale attivo in Biblioteca a Cuorgnè, riducendo ulteriormente la necessità di spostamenti.
Resta inoltre confermata la possibilità di rivolgersi agli altri uffici postali del territorio: la frazione Salto di Cuorgnè garantisce l’apertura il mercoledì e il venerdì al mattino; Valperga e Rivarolo assicurano un servizio continuato dal lunedì al venerdì con apertura anche al sabato; Castellamonte e Pont Canavese restano operativi dal lunedì al sabato nella fascia mattutina; Borgiallo, Colleretto, Chiesanuova, Prascorsano e Pertusio mantengono aperture distribuite nell’arco della settimana, secondo calendari già comunicati alla cittadinanza.
Accanto all’aspetto operativo, però, la vicenda ha acceso anche il confronto politico. A fare chiarezza interviene l’assessore alle politiche sociali Elisa Troglia che respinge le accuse di scarsa trasparenza mosse dalla minoranza e ricostruisce nel dettaglio l’intero percorso del progetto Polis. «Un ringraziamento va ai volontari del trasporto sociale e alle operatrici della facilitazione digitale, attive da tempo grazie al lavoro di rete con il Ciss. Attraverso la coprogettazione stiamo portando avanti i Presidi sociali di Comunità, fondamentali per i nostri territori: la comunità risponde alle difficoltà con solidarietà e senso di appartenenza».
Nel merito delle polemiche sollevate dal consigliere Pieruccini, l’assessore Elisa Troglia è netta: «nessuna richiesta formale di chiarimenti è mai arrivata né alla Giunta né agli uffici comunali».
«Si annunciano interrogazioni che poi non vengono presentate, mentre i fatti raccontano altro», osserva. «Il progetto Polis - ricorda- non nasce oggi: tre anni fa una delegazione di sindaci del Canavese partecipò a Roma alla presentazione ufficiale. Nel novembre 2024 il Comune ha ricevuto da Poste italiane la richiesta di autorizzazione con l’indicazione degli interventi; nel novembre 2025 è arrivato il nulla osta della Soprintendenza, trattandosi di un immobile vincolato. Dopo quel passaggio, nessuna ulteriore comunicazione fino alla telefonata di Poste nel pomeriggio di martedì 20 gennaio. Il giorno successivo la questione è stata portata in Giunta e nel pomeriggio è stato diffuso il primo avviso sulla chiusura. Giovedì è arrivata la comunicazione ufficiale con la data di stop dal 28 gennaio; venerdì l’assessore si è recata personalmente all’ufficio postale per acquisire ulteriori informazioni, poi comunicate ai cittadini».
«Da subito – conclude Troglia – ci siamo attivati per garantire un servizio di trasporto sociale. In questi quattro anni abbiamo sempre lavorato con trasparenza e spirito collaborativo. È spiacevole che la minoranza continui a limitarsi alle polemiche invece di avanzare proposte concrete».