Caccia al “tesoro” italiano: i Btp a 15 anni sbancano i mercati, l’Italietta inaffidabile non c’è più
Chi avrebbe mai immaginato che l’Italia, che rischia di non andare ai Mondiali nel calcio, nella grande finanza pubblica avrebbe messo sotto gli squadroni di Germania e Francia? Nessuno, o forse solo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che sui Btp “tricolore” aveva scommesso fin dall’indomani dell’inizio del governo Meloni. L’offerta, in tre anni e mezzo, è stata torrenziale, grazie alla richiesta del mercato, che fin dall’inizio aveva scommesso sulla stabilità politica e contabile dell’Italia. Oggi un nuovo record segnala la credibilità della nostra economia sugli scenari internazionali.
Btp quindicennale da record, domanda da 157 miliardi per i titoli targati Italia
Il nuovo Btp a 15 anni ha raggiunto i 157 miliardi di euro, numeri da favola per chi conosce le insidie e i sospetti della finanza internazionale. Il titolo ha scadenza primo ottobre 2041, godimento 10 febbraio 2026 e tasso annuo del 3,95%, pagato in due cedole semestrali. Caratteristiche preziose: l’importo emesso è stato pari a 14 miliardi di euro, il più alto di sempre per il comparto Btp 15 anni. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,99 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,99%.
Il titolo benchmark a 15 anni, dopo il bond tricolore a sette anni offerto il mese scorso, ha dunque visto una domanda 11,2 volte superiore ai 14 miliardi che il ministero dell’Economia aveva deciso di collocare. L’emissione è affidata a un sindacato di banche costituito da Bbva, BofA Securities Europe, Citibank Europe, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe e Jp Morgan, che hanno avuto gioco facile nella collocazione dei titoli sul mercato.
Il giudizio delle agenzie di rating fondamentale per l’asta sui bond italiani
I recenti boom di domanda per i Btp, come i record di gennaio 2026 (265 miliardi su 20 miliardi offerti per Btp 7 anni e Green), sono trainati da fiducia crescente nel sistema creditizio italiano e dell’economia, sulla base degli indicatori principali; rating, stabilità politica e rendimenti attraenti rispetto ad altri paesi europei. Agenzie come Fitch e Moody’s hanno migliorato outlook (positivo su BBB/Baa3), lodando rigore fiscale, deficit sotto 3% e impegno UE. Questo ha ridotto lo spread BTP-Bund ai minimi dal 2008 (65-70 pb), rendendo i BTP attrattivi come mai. Investitori da 35+ paesi (76-80% quota) hanno guidato collocamenti, inclusi fund manager, banche e asiatici/nordamericani.
Come di prassi, la richiesta intensa ha aiutato a contenere lo spread, limitato a 8 punti base rispetto al rendimento del BTp in scadenza il 10 gennaio 2040. Con queste emissioni sindacate, il Tesoro punta a sfruttare il miglioramento dell’outlook che dopo 14 anni potrebbe riportare i bond governativi italiani a ottenere una A in pagella anche nella scala di una delle tre principali agenzie.
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