Adriano Panatta: “Il fenomeno ha sconfitto l’uomo imbattibile, Djokovic è come un serpente a sonagli”
È tempo di analisi e riflessioni dopo la sconfitta inattesa di Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open 2026 contro Novak Djokovic. Il successo del serbo al quinto set è arrivato come un fulmine a ciel sereno per chi già si preparava a una nuova finale tra l’altoatesino e lo spagnolo Carlos Alcaraz. Invece, sarà Nole ad affrontare lo spagnolo nell’atto conclusivo di domani, con inizio alle 9:30 italiane.
Un match dall’andamento particolare, nel quale Sinner ha pagato a caro prezzo le occasioni non sfruttate e una minore lucidità nei momenti decisivi. Di contro, Djokovic è stato straordinario nei cosiddetti pressure point e, con pieno merito, si è conquistato l’accesso alla finale.
Di questo si è parlato nell’ultima puntata del podcast La Telefonata, con Adriano Panatta e Paolo Bertolucci protagonisti. “Il fenomeno ha sconfitto l’uomo imbattibile: farlo a quasi 39 anni è fuori dal mondo“, ha commentato Panatta in prima battuta.
L’ex campione azzurro non ha nascosto il proprio stupore per l’impresa del serbo, lasciandosi andare a un paragone tanto colorito quanto efficace: “Quando Djokovic gioca un torneo, almeno una partita la guardo sempre. Contro Musetti ho pensato fosse stato molto fortunato, e allo stesso tempo sfortunato Lorenzo. Contro Jannik, prima della partita, quasi mi dispiaceva per la batosta che pensavo avrebbe preso. E invece… Lui è il crotalo, il serpente a sonagli. Sta fermo, non vuole che gli rompano i co…ni. Ma se lo stuzzichi, si alza, fa rumore con la coda e ti uccide“.