Napoli, il mercato dell’attesa: Manna e due sessioni sprecate tra sondaggi e improvvisazione
di Vincenzo Letizia
A poco più di tre giorni dalla chiusura del calciomercato, il Napoli è ancora fermo ai verbi al condizionale. Si valuta, si sonda, si ipotizza. Ma non si chiude. E mentre l’emergenza tecnica è sotto gli occhi di tutti, la gestione Manna mostra crepe profonde: due sessioni di mercato raccontano una stessa storia fatta di ritardi, indecisioni e inesperienza.
Sul piano dell’intenzione magari anche. Su quello dei fatti, decisamente no.
Perché il Napoli di oggi è una squadra ferita, ridotta ai minimi termini dagli infortuni e da una rosa che grida rinforzi come un naufrago grida terra. Eppure, a tre giorni dal gong finale del mercato, siamo ancora al teatrino dei “sondaggi”, delle “valutazioni in corso”, dei “profili monitorati”.
Una fotografia impietosa.
Giovanni Manna è praticamente alla seconda sessione di mercato, e il bilancio è severo: inadeguatezza totale. Non tanto per i nomi — che possono riuscire o fallire — quanto per i tempi. Il mercato moderno è velocità, anticipo, pianificazione. Qui invece si procede a vista, come se gennaio fosse agosto e non un pronto soccorso.
Il Napoli ha già salutato Lucca e Lang. In cambio? Un giovane, una scommessa. Talento potenziale, certo. Ma anche un’incognita enorme. E soprattutto: nessuna garanzia che possa restituire nell’immediato ciò che, pure poco, Lang aveva già garantito in termini di rendimento e presenza.
Nel frattempo il calendario corre, le partite pesano, Conte lavora con ciò che resta. E la società? Aspetta.
Aspetta occasioni last minute.
Aspetta risposte dagli agenti.
Aspetta che il mercato si pieghi.
Ma il mercato non aspetta nessuno.
Il paradosso è tutto qui: Napoli avrebbe avuto bisogno di inserimenti rapidi, chirurgici, immediati. Invece siamo ancora alla fase esplorativa. Come se non fosse chiaro che mancano due giorni. Due. Non dieci.
E allora la sensazione è che Manna stia pagando un apprendistato troppo caro per una piazza come Napoli. Perché l’inesperienza può essere comprensibile, ma non giustificabile quando hai una squadra in emergenza e un allenatore che chiede rinforzi da settimane.
Due sessioni di mercato, stesso copione: lentezza, indecisione, scarsa incisività.
Il Napoli non perde tempo: lo spreca.
E nel calcio, il tempo è tutto.
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