Chiringuito, la barista rincara «A catasto era un ambulatorio»
SCARMAGNO
Il 2026 si è aperto, in continuità con il 2025, con il contenzioso, ora condotto completamente per vie legali, tra la titolare del bar ristorante Chiringuito Sabrina Tardito e il Comune di Scarmagno, proprietario dell’immobile, oggetto della controversia, sito in via Romano 35. Così il legale del Chiringuito, l’avvocato Celere Spaziante: «Avvieremo un procedimento di mediazione obbligatoria, a meno che non ci arrivi un atto giudiziario, dal quale ci difenderemo, da parte del Comune». Il provvedimento richiamato dovrebbe essere quello della “indispensabile azione innanzi le competenti sedi giudiziarie per ottenere la restituzione degli immobili ed il recupero del credito vantato dalla signora Tardito, che detiene gli immobili di proprietà comunale senza alcun titolo”, come annunciato alcune settimane fa dal legale del Comune, l’avvocato Davide Renaldo. Provvedimento che, ha spiegato Spaziante, non è arrivato. Il legale di Sabrina Tardito, pur dichiarandosi dispiaciuto di dover arrivare a questo atto giudiziario, conferma la tesi del Chiringuito secondo la quale invece è il Comune ad aver affidato un locale non agibile per almeno tre motivi: «non ha l’abitabilità, ha gli impianti non in regola, è accatastato come ambulatorio medico». A confermare questi motivi sarebbero le recenti decisioni del Comune di intervenire per sistemare l’impianto elettrico e di affidare una verifica tecnica dell’impianto del gas. Il 24 dicembre il Comune ha infatti affidato alla Società B e V di Borio e Verlezza Impianti Elettrici di Chiaverano i lavori “di adeguamento e modifica dell’impianto elettrico, per una spesa complessiva di 11.700 euro, ed inoltre alla società Idrocalor di Strambino l’incarico “dell’esecuzione della prova di tenuta con strumentazione idonea e professionale, al fine della redazione e successivo rilascio di documentazione di rispondenza dell’impianto gas a servizio dell’edificio comunale”, per una spesa di 730 euro. Per l’intervento sull’impianto elettrico Sabrina Tardito ha concordato con l’impresa incaricata la chiusura del Chiringuito nel mese di febbraio 2026, con l’inevitabile ulteriore danno economico per il bar ristorante scarmagnese e, come ha sottolineato lo stesso e Spaziante, per l’intera comunità locale che è schierata a difesa dell’unico esercizio commerciale presente nel capoluogo. Prima dell’annuncio di Spaziante, a sostegno della sua tesi, la titolare del Chiringuito lo scorso 21 novembre, a seguito dell’invio della relazione tecnica di parte del geometra Roberto Girodo, aveva ricevuto dall’Ufficio tecnico comunale la risposta nella quale si certifica che: “non è stato rinvenuto il certificato di agibilità” dell’immobile, che è stato affidato in concessione a sei diversi operatori negli ultimi decenni, dopo essere stato adibito in origine ad ambulatorio medico dell’allora Asl 41 di Ivrea.