Ivrea, il punto sulla questione economica: «Chi subisce violenza deve chiedere aiuto»
IVREA. È uno dei fattori che generano dipendenza delle donne che subiscono violenza dagli uomini che la usano nei loro confronti. «La questione economica - conferma la procuratrice capo Gabriella Viglione - è cruciale: le persone offese hanno il problema della casa, lamentano che durante il processo l’altro non gli dà gli alimenti per i bimbi. Poi ci sono tutti gli aggiustamenti della situazione e magari il processo penale va di pari passo con una composizione civile, che annacqua inevitabilmente il procedimento».
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Racconta l’economia della violenza di genere, il convegno di ieri, giovedì 27, organizzato da una sinergia tra l’Agenzia delle entrate, il telefono rosa, la procura di Ivrea e il Comune eporediese, appunto, la giornata d’incontro nata nell’ambito del circolo “Torino Città per le donne”. «Vogliamo sottolineare - spiega l’avvocata Anna Clotilde Ronfani -, che non si tratta di una guerra delle donne contro gli uomini, ma di una rivoluzione che coinvolge entrambi i generi e in cui è fondamentale che gli uomini siano al nostro fianco». Infatti, dopo i saluti iniziali il sindaco Matteo Chiantore si defila e lascia spazio alle donne che lavorano sul campo. Ci sono la direttrice provinciale Erika Toldo e la direttrice dell’Agenzia delle entrate di Ivrea Rosa Anna Ciambrone, che ogni giorno toccano con mano gli aspetti economici della violenza di genere. La seconda racconta un’esperienza personale, che però fa capire quanto sia importante l’indipendenza economica: «Quando ho detto a mio padre che mi sarei sposata, dopo due giorni di silenzio, mi ha detto due cose. La prima è stata: fallo solo se sei convinta di stare meglio rispetto a come stai da sola. La seconda è una lezione di consapevolezza economica, di cui io allora non mi resi conto: cerca di trovarti in condizione di poter sbattere fuori casa tuo marito quando vuoi». Infatti tocca alla blogger ed educatrice finanziaria Michela Calculli raccontare delle donne «che in fase di separazione scoprono di essere sovraindebitate» per i finanziamenti chiesti dai mariti.
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L’autonomia economica è spesso promossa da associazioni come il telefono rosa, cercano di promuovere per donne in situazione di dipendenza, «con borse di formazione e lavoro - sottolinea Ronfani -, grazie a grandi aziende che ci sostengono». La consapevolezza è quella già enunciata dalla procuratrice poco prima: «Bisogna essere consapevoli che da sole non si esce dalla violenza, bisogna essere accompagnate da percorsi prima e dopo il processo tutta la società».
Chiude l’assessora alle Pari opportunità Gabriella Colosso, che illustra le iniziative del Comune per promuovere l’uguaglianza di genere.