«Sospendere l’intramoenia? Sarebbe un favore al privato»
Il ministro della Salute Orazio Schillaci si è detto pronto a sospendere l’intramoenia per combattere il problema delle liste di attesa troppo lunghe. Si tratta del sistema di visite “private” fatte dentro strutture pubbliche ma fuori dai normali orari di lavoro, quindi a pagamento ma con tariffe stabilite dal Sistema sanitario nazionale. Una soluzione, quella proposta dal ministro, che non trova però d’accordo Claudio Lisi, presidente dell’Ordine dei Medici di Pavia. «L’intramoenia, a certe condizioni, può essere uno strumento utile per il sistema sanitario pubblico – dice Lisi – Sospenderla o indebolirla rischia di produrre un’ulteriore fuga di medici e risorse verso il privato, peggiorando la crisi strutturale che già affligge il sistema pubblico». Il presidente fa poi riferimento alla “super intramoenia”, approvata di recente il Lombardia, che garantisce l’accesso a prestazioni mediche ad alcuni pazienti tramite un sistema di collaborazione tra assicurazioni e ospedali pubblici. «La recente delibera di questo sistema potrebbe portare al paradosso di permettere alle assicurazioni di avere spazio nel pubblico a danno della popolazione non assicurata, che rischia di restare penalizzata nei tempi di attesa o addirittura esclusa dalle cure – spiega il presidente Lisi –. La tutela dell’universalità e dell’equità nell’accesso alle cure non ammette scorciatoie e va difesa con ogni mezzo possibile, ricollocando il benessere della collettività davanti alle logiche di profitto e ai privilegi di pochi».
Quale soluzione dunque al problema delle liste d’attesa? Per il presidente dell’Ordine dei medici di Pavia il primo passo è semplificare la burocrazia. «Per snellire le liste d’attesa e ridurre i tempi di visite e esami dobbiamo innanzitutto semplificare le procedure amministrative, valorizzare i medici e riorganizzare i servizi territoriali – prosegue Lisi –. Soltanto investendo sul personale sanitario e migliorando le condizioni di lavoro potremmo dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini». —
A.m.