Vigevano-Malpensa, la Corte europea si esprimerà sulla superstrada contestata
Vigevano. Contro la superstrada Vigevano-Malpensa ora spunta il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo. A poco più di un mese dall’inizio dei lavori, il comitato “No tang” annuncia che l’organo giurisdizionale volto ad assicurare il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo ha ammesso il ricorso presentato a fine luglio contro i danni che la superstrada potrebbe avere sui terreni sottratti alla coltivazione, e le conseguenti ricadute sulla salute dei cittadini esposti all’inquinamento atmosferico.
«Il nostro ricorso – dice Agnese Guerreschi, portavoce del Comitato – è stato ammesso ed è un elemento rilevante, dato che meno del 10% dei ricorsi presentati alla Corte europea dei diritti dell’uomo vengono accettati. Ci siamo rivolti a un gruppo di avvocati, non è stato un percorso facile né gratuito. Ora la Corte fisserà l’udienza, nell’attesa speriamo che la società non parta con i lavori». A inizio novembre, però, c’è stata la firma del contratto tra Anas e Salc – Pro Tech, la società che realizzerà il collegamento tra Vigevano ed Albairate e l’avvio del cantiere è previsto tra poco più di un mese.
«Ci auguriamo – prosegue Guerreschi – che la Salc ci ripenserà o che comunque prenderà del tempo. Se le cose dovessero andare mare, vogliamo comunque far sapere a tutti che noi abbiamo subito un'ingiustizia, perché non è concepibile portare avanti un progetto del genere con una valutazione di impatto ambientale fatta 17 anni fa. Andava aggiornata, il mondo cambia velocemente. Invece, c’è stata una precisa volontà politica di andare avanti al di là della legge e al di là del buon senso, che ha schiacciato i cittadini, i contadini, gli agricoltori, i lavoratori».
Il Comitato aveva presentato una petizione all’Europarlamento. «Un conto è un ricorso, un altro una petizione – precisa Guerreschi –. L’Europarlamento ci aveva dato ragione e aveva inviato una lettera alle istituzioni italiane dicendo che se fossero andati avanti, la superstrada sarebbe stata un danno per il territorio, tenuto conto che l’Italia è in procedura di infrazione per la scarsa qualità dell'aria, soprattutto in pianura Padana. L’Europarlamento ci aveva dato ragione, ma aveva detto di non poter imporre allo Stato italiano di non realizzarla. La Corte europea dei diritti dell'uomo è una cosa diversa. È lo stesso organo cui si erano rivolti quelli della Terra dei fuochi a Napoli, e che poi ha imposto al Governo di bonificare».