Tagli alla sanità e attese infinite, i pensionati Cgil scendono in piazza
PAVIA. Chiamati a raccolta dal sindacato Spi-Cigl i pensionati pavesi hanno risposto presente. Al ritmo dei fischietti e all’urlo di «vergogna» si sono riuniti giovedì mattina fuori dalla Casa di comunità di piazzale Golgi. “La lotta non ha età” si leggeva sui volantini che distribuivano i presenti. Lo hanno dimostrato alzando la voce contro il Governo, responsabile di una legge di bilancio che volta le spalle alla sanità e alle pensioni per trovare fondi per il riarmo.
Modello territoriale
In contemporanea si sono svolte manifestazioni in tutta la Regione. A Pavia c’era anche la segretaria generale di Cgil Lombardia, Valentina Cappelletti. «Negli anni abbiamo lottato perché il sistema sanitario lombardo tornasse ad usare i modelli territoriali, che sono più vicini alle persone e possono lavorare meglio su prevenzione e presa in carico integrale – spiega Cappelletti –. Ad oggi con fondi limitati sono stati raggiunti risultati che non ci lasciano soddisfatti, le Case di comunità ne sono un esempio. Se la scelta di spendere per la difesa e il riarmo e non per politiche sanitarie e sociali non piace a nessuno il Governo dovrebbe farsi delle domande».
La segretaria chiarisce poi le richieste dei sindacati: «Chiediamo un ripensamento su questa manovra di bilancio. Dobbiamo sentirci al sicuro perché siamo protetti dalla sanità pubblica, non dall’esercito».
Accesso più libero
Al centro delle proteste ci sono pensioni troppo basse e fondi ridotti alle politiche sociali. Uno dei problemi più riscontrati è quello delle liste d’attesa per le visite mediche. «Ci sono persone che aspettano anche anni in più del dovuto – sottolinea il segretario di Spi Pavia, Riccardo Panella –. C’è bisogno di una gestione pubblica che dia più accesso a tutte le persone che ne necessitano».
Per questo Spi aderisce da più di un anno al progetto “Non si scherza con la salute”, prendendosi carico delle richieste degli anziani e gestendole per conto loro con Asst. In questo modo si cerca di far rispettare le tempistiche dovute per diritto ai cittadini.
Il presidio di ieri ha aperto una striscia di manifestazioni che andrà avanti fino al prossimo mese. «Metteremo in campo iniziative in preparazione allo sciopero generale del 12 dicembre per chiedere di cambiare una manovra ingiusta e non legata ai bisogni reali», dice il segretario di Cgil Pavia Fabio Catalano.