Adescano un 61enne online con le foto di una ragazzina, arrestati un 22enne e un 17enne
CHIVASSO. Pensava di trovarsi di fronte una ragazzina conosciuta sul sito di incontri Nirvam, con cui credeva di aver scambiato delle chat, anche su Telegram, a sfondo erotico. Il 61enne residente nella zona dell’Alto Canavese, però, era finito nella rete di due giovani che, senza troppi scrupoli, usavano l’identità della ragazza, che è minorenne, per circuire lui e chissà chi altro.
Così un 22enne di Strambino e un 17enne di Romano Canavese sono finiti nei guai. Perché ad attenderli nel parco di Chivasso in cui hanno incontrato l’uomo, c’erano anche i carabinieri del Nucleo radiomobile operativo della Compagnia di Chivasso.
I due sono accusati dalla sostituta procuratrice di Ivrea Valentina Bossi di tentata estorsione.
Avevano infatti chiesto soldi al 61enne, minacciando di denunciarlo ai carabinieri, rivelando appunto che la ragazza in questione, che poteva sembrare maggiorenne dalle foto, era minorenne.
Neanche l’uomo sapeva che i carabinieri però sarebbero intervenuti di lì a poco. Di fatto arrestando e mettendo in carcere il maggiorenne fino alla convalida e in una comunità di prima accoglienza il minorenne.
Il gip, poi, deciderà per entrambi ai domiciliari, che per il minore, però, diventa un obbligo di permanenza in casa. Sono in corso ulteriori indagini della procura e dei carabinieri per verificare casi analoghi.
D’altronde che il fenomeno delle “sextortion”, le estorsioni a sfondo sessuale in cui si condensano spesso una serie di reati - dall’estorsione classica alla minaccia, dalla diffamazione alla truffa -, stesse crescendo, lo aveva scritto la procuratrice capo Gabriella Viglione nella sua relazione annuale.
Nel periodo 1°luglio 2024 - 30 giugno 2025 sulle 103 estorsioni totali, pesava anche il fenomeno dei ricatti praticati soprattutto attraverso la piattaforma Telegram.
D’altronde su Telegram viaggia anche il traffico di droga non manifesto: ormai allo spacciatore basta mandare un messaggino in chat.
Certo, le forze dell’ordine non restano inermi davanti a simili fenomeni, anzi, in casi come questo dimostrano di essere un passo avanti.