Trombetti, Tomaselli, Mondillo, Ordine, Uccella e Fabbroni a Radio Napoli Centrale
Trombetti: “Conte si è lasciato molto male con i calciatori. Il problema sono i carichi di lavoro ritenuti eccessivi”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il professor Guido Trombetti con il suo editoriale: “Il Napoli esce acciaccato da una settimana difficile. Mi raccontano di una situazione allarmante per i tanti infortuni, con i giocatori preoccupati. I calciatori si lamentano per i troppi carichi di lavoro di Conte, definiti asfissianti. Da qui il timore degli infortuni. Questo dovrebbe essere il problema da risolvere. A quanto pare l’allenatore confida al 100% nei suoi metodi di lavoro e nel suo staff, ritenendo gli infortuni solo un incidente di percorso. Da qui l’esplosione dopo il Bologna e il duro attacco ai giocatori. Con loro si è lasciato male, ma Conte è fatto così. Bisogna accettare come si suol dire il “pacchetto” completo. È bene ricordare che lo scudetto senza di lui non sarebbe arrivato. Io sono speranzoso e ottimista, e vorrei ripartire dal ritorno di Lukaku, che può aiutare moltissimo. Confido in Manna e Oriali e nel loro equilibrio”.
Tomaselli: “L’Italia ha gli strumenti per andare ai Mondiali. Gattuso è arrivato con la qualificazione già compromessa”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista del Corriere della Sera Paolo Tomaselli: “L’Italia è partita male nel girone e ha finito male. La sensazione è che la Norvegia sia stata a tratti inviolabile, e probabilmente è una delle nazionali più in forma. Eppure questa squadra non è neanche andata agli ultimi Europei. Hanno avuto due partite di vantaggio e una serie di circostanze vantaggiose. Nel primo tempo hanno giocato poco, l’Italia si è illusa. Poi nel secondo tempo gli azzurri sono calati e il risultato è stato pesante. Bisogna ripartire dalla fase difensiva che va un po’ rivista. Gattuso è arrivato con la qualificazione ormai già compromessa. Ha portato un po’ di aria fresca dopo la gestione di Spalletti. L’Italia ha gli strumenti per qualificarsi, ma molto dipenderà anche da come stanno i singoli”.
Mondillo: “Pastorello ha fatto capire che i procuratori non sono sempre il male del calcio. Retroscena curiosi su Meret e Lukaku”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto la giornalista di Fanpage Ilaria Mondillo: “Non sempre gli agenti dei calciatori sono disponibili a parlare, ancor di più di questioni che escono un po’ dagli schemi. Federico Pastorello è stato molto disponibile ed è stata una bella chiacchierata. Era a Napoli per incontrare il suo assistito Alex Meret. Ha raccontato cose significative, ad esempio l’esperienza con Era e su come sia maniacale Antonio Conte. Si è soffermato anche su Lukaku e la sua voglia di tornare prima possibile. Fosse per lui tornerebbe già con l’Atalanta, ma chiaramente bisognerà aspettare. Sarebbe bello proseguire sentendo i procuratori, personaggi che spesso vengono additati come il male del calcio, ma che fanno gli interessi dei loro assistiti. Ci piacerebbe fare un racconto realistico ed empatico. Napoli? Conte deve chiudersi nello spogliatoio e guardare in faccia ai calciatori. È fondamentale che nessuno pensi solo ai propri interessi”.
Ordine: “Conte deve accettare che esiste anche la sconfitta, ma in carriera ha mollato solo in un’occasione particolare”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista Franco Ordine: “L’Italia deve ringraziare la Norvegia, perché ci ha fatto la fotografia della realtà. C’è una differenza che riguarda fisicità, velocità e intensità. Cose che l’Italia non ha avuto. È come paragone il cemento armato con il compensato. L’esultanza della Norvegia è comprensibile, seppur in casa nostra: non andavano al Mondiale da 27 anni. Questa settimana penso sia servita a Conte per capire delle cose. Lui è un maniacale, fa del lavoro duro un credo assoluto. Però credo che oltre all’ossessione per il successo debba esserci anche accettare la sconfitta. Lui la ricaccia indietro, e questo non fa bene. Conte che molla? Ha fatto dei passi indietro solo alla fine della stagione. Un passo indietro a stagione in corso l’ha fatto solo al Tottenham, quando c’erano due gravi vicende umane che lo riguardavo. Mi auguro che dinanzi all’insuccesso non ci sia un passo indietro”.
Uccella: “Napoli chiude contro un grande Brescia un ciclo di partite molto difficili. Bilancio non negativo”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista di Canale 21 Davide Uccella: “Peccato la sconfitta di Napoli in un Palabarbuto sold out, ma la sconfitta contro un ottimo Brescia ci poteva stare. Altalena? Brescia ha condotto sin dall’inizio. Magro le ha provate tutte, ma il problema è che i talenti di Brescia hanno fatto la differenza con un attacco molto preciso. La partita è durata tre quarta, e incide anche lo scarso rendimento sui tiri, compresi quelli da tre. Brescia ha dimostrato di meritare il suo primato, mentre Napoli ha chiuso una fase molto difficile del suo girone d’andata. Napoli ha vinto le partite che doveva vincere e questa è la cosa più importante, ma per puntare l’obiettivo playoff serve qualcosa di più”.
Fabbroni: “Il caso Conte rientrerà, ma con una ipoteca sulla prossima stagione: non penso resterà per il terzo anno”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista Mario Fabbroni: “A Torino ho visto una partita di tennis di altissimo livello. Non me ne voglia l’Italia, ma ha offerto uno spettacolo indegno. E devo dire che vedere i tifosi su un campo di tennis riconcilia con lo sport. C’è un’allegria di base e un’educazione che nel calcio ormai non si vedono più. Ho intravisto la partita della nazionale ed è stato uno spettacolo molto triste. Mi colpisce l’entusiasmo dei bambini più alto verso il tennis che verso il calcio. Gli stadi rischiano di restare deserti tra qualche anno, perché i bambini non vedono più l’Italia competere in ambito nazionale. Il caso Napoli fa parlare anche i salotti torinesi: il caso può rientrare, ma con una pesante ipoteca sul futuro dell’allenatore a Napoli. Diciamo che oggi non mi sentirei di dire che avremo un terzo anno di Conte al Napoli”.
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