Giornata nera per i pendolari, cancellato il 90% dei treni
PAVIA. Domenica da dimenticare per i pendolari del treno: a causa dello sciopero del personale Trenord indetto dal sindacato Orsa si è fermato il 90 per cento dei treni regionali, secondo la rilevazione delle ore 13 diffusa dall’azienda di trasporto ferroviario. Molti i disagi subiti dai molti viaggiatori che si sono recati in stazione a Pavia durante le otto ore di agitazione cominciata alle 10 e terminata alle 18 quando la quasi totalità dei regionali (e anche quelli che servono la linea S13 verso Milano) sono stati cancellati.
«Dovevo essere alle 14 a Cologno Monzese per andare a lavorare, ma dallo sportello informazioni mi hanno detto che il primo treno disponibile sarebbe passato, forse, alle 19.30. Chissà quando arriverò in sede», racconta un pendolare, la voce carica di comprensibile stanchezza, visto che quello di oggi è solo uno dei molti scioperi che nel 2025 hanno riguardato il trasporto ferroviario. Le cancellazioni sulla S13 (gli altoparlanti di stazione ne hanno annunciata una dopo l’altra) hanno complicato il rientro a casa di chi ha deciso di passare la domenica mattina a Pavia: «Ciao mamma – dice al telefono un’adolescente dopo una rapida occhiata ai tabelloni di stazione –, c’è lo sciopero, non posso arrivare a Pieve Emanuele. Puoi venire a prendermi alla stazione?».
Salvati dagli Intercity
Chi ha potuto, ha fatto ricorso agli Intercity, ai Frecciabianca e agli altri treni di Trenitalia in transito da Pavia, non toccati dallo sciopero: «Noi non abbiamo fretta, aspetteremo un Intercity di passaggio per andare a Milano e poi concludere il viaggio a Torino» dice una donna, che si è messa in viaggio con la figlia. «Per fortuna è uno spostamento di piacere, non siamo vincolati ai tempi». Lo sciopero proclamato da Orsa è solo l’ultima di una serie di agitazioni sindacali che, nei mesi passati, hanno riguardato il rinnovo del contratto di categoria avvenuto in primavera. Ora una nuova protesta regionale che ha riguardato Trenord.
Le rivendicazioni
In una nota il sindacato Orsa ha spiegato le ragioni dello sciopero: «Le lavoratrici ed i lavoratori dell’azienda ferroviaria lombarda continuano a operare in un quadro normativo e retributivo ormai obsoleto, inadeguato a contemperare le esigenze dell’azienda con quelle del personale come già fatto in altre importanti società del settore. In questo contesto aziendale la società, invece, continua a richiedere sacrifici ai lavoratori, programma continui aumenti di produttività, modifica i turni in violazione del contratto e degli accordi vigenti, realizza azioni unilaterali che compromettono il rapporto di lavoro». Tra le richieste, l’attivazione di «tavoli settoriali» per mettere a terra le novità del contratto nazionale e l’apertura «immediata di un tavolo per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da dieci anni».