Ponte sul Chiusella: ancora tre mesi di code infinite e disagi
ROMANO CANAVESE
Ancora tre mesi di sofferenza. Di code chilometriche. Di imprecazioni. Di auto che avanzano faticosamente a passo di lumaca. E magari di nuove interrogazioni e richieste di spiegazioni. Il cuore del problema è una delle partite infrastrutturali più delicate del Canavese: il ponte sul torrente Chiusella, lungo la statale 26 della Valle d’Aosta. L’ultimo aggiornamento parla di una riapertura prevista da Anas per la fine di gennaio 2026. L’intervento, dal valore complessivo di circa un milione di euro, è stato affidato all’Impresa di Costruzioni Ruberto di Corleto Monforte e ha richiesto un anno di lavori e proroghe successive.
i numeri dell’opera
L’opera, lunga 100 metri e articolata su tre campate, è entrata nel vivo a gennaio 2025 e ha comportato la chiusura alternata delle carreggiate con semaforo provvisorio, creando inevitabili code e disagi per gli automobilisti. Dopo la riapertura ad agosto del lato in direzione Ivrea, restano ora in corso le opere di consolidamento e messa in sicurezza della carreggiata opposta, verso Chivasso.
Costruito nel 1971 in sostituzione del vecchio ponte in mattoni rossi – teatro, il 26 maggio 1800, della storica battaglia del Chiusella tra le truppe francesi di Napoleone e quelle austro-piemontesi – il viadotto è stato oggetto di un intervento di manutenzione profonda. I lavori in corso prevedono il rifacimento dell’impermeabilizzazione, dell’impalcato, dei cordoli e della pavimentazione, l’installazione di nuove barriere laterali, il ripristino delle superfici corticali di pile e spalle e l’inserimento di nuovi pluviali per lo scolo delle acque.
le promesse
La direzione Anas di Torino ha precisato che, salvo imprevisti, «l’intervento sarà completato entro la fine di gennaio 2026». Un cronoprogramma che fa seguito al precedente restyling del 2004, affidato allora all’Impresa Cogeis di Quincinetto per la ricostruzione delle scogliere sottostanti danneggiate dall’alluvione, con una spesa di 550mila euro. Il Comune di Romano attende inoltre da Anas la conferma della realizzazione di una rotatoria all’innesto tra la statale 26 e la provinciale 82, in corrispondenza della frazione Cascine: un’opera chiesta da tempo per mettere in sicurezza un incrocio teatro, nell’agosto 2022, di un incidente mortale costato la vita a padre e figlia residenti in paese.
Sul piano politico, l’aggiornamento di Anas ha riacceso il confronto. Complice una interrogazione del consigliere regionale Alberto Avetta che ha raccontato di «code di 40 minuti per percorre qualche centinaia di metri» e chiusura lavori che «slitta di mese in mese, inaccettabile»
Non l’ha presa bene l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea, che ha diffuso un comunicato per «diradare la nebbia» creata, a suo dire, da alcune forze di opposizione. «I disagi sono reali, ma i lavori andavano fatti e non si poteva più aspettare», sottolinea, ricordando che il Mit guidato dal ministro Matteo Salvini ha stanziato le risorse necessarie per la sicurezza del territorio. «Chi critica è mai stato in un cantiere? Dovremmo forse scrivere un decreto per far andare più veloci i lavori?», si domanda il parlamentare leghista.
«Salvini, Mit, Anas, tecnici e impresa esecutrice sono soggetti diversi – precisa – ed è assurdo attribuire al ministro la colpa dei rallentamenti, dovuti a questioni tecniche. I cittadini preferiscono un ponte sicuro, non un’opera conclusa in fretta». Giglio Vigna annuncia che continuerà a monitorare il cantiere chiedendo aggiornamenti ad Anas ogni 20 giorni fino a dicembre e ogni sette giorni da gennaio 2026 «per garantire la massima trasparenza».
battaglia sul ponte preti
Il dibattito tocca anche altri temi infrastrutturali, come il futuro casello di San Bernardo – che tutte le istituzioni concordano nel collegare all’avvio del nuovo ospedale di Ivrea – e l’apertura straordinaria del ponte per la Vuelta, che il parlamentare definisce «una prassi normale per eventi sportivi di grande portata».
A chiudere il cerchio arriva la replica del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che sposta il baricentro sul Ponte Preti, altra opera simbolo del territorio. «Al di là delle considerazioni politiche dell’onorevole Giglio Vigna, dal Governo e da Anas non abbiamo ancora ricevuto risposte chiare su tempi e finanziamenti», afferma. Suppo ricorda che la Città metropolitana ha trasmesso al Mit la manifestazione di interesse per la proroga dei fondi del Decreto Ponti 2018, per un importo complessivo salito a 68 milioni di euro, senza ricevere riscontri alle sollecitazioni del 18 aprile e dell’8 maggio: «Abbiamo rispettato i tempi e investito risorse proprie — oltre 700mila euro già anticipati — ma senza la certezza dei finanziamenti non potremo aggiudicare i lavori entro il 31 dicembre – aggiunge – Il territorio attende atti concreti: ora il Governo mantenga le promesse».