San Genesio, il sindaco Tessera indagato con l’accusa di voto di scambio
SAN GENESIO. Le indagini per corruzione elettorale nei confronti di una candidata della lista dell’allora candidato sindaco Enrico Tessera, per le elezioni del 2021, si sono chiuse con un’altra richiesta di archiviazione. Dalle ulteriori verifiche disposte dal gip Luigi Riganti è però emerso altro. Una testimone, sentita come persona informata sui fatti, ha riferito di avere ricevuto la promessa di un posto di lavoro al supermercato Md di San Genesio non dalla candidata della lista ma dallo stesso futuro primo cittadino.
Con l’accusa di voto di scambio Enrico Tessera si trova ora indagato dalla Procura di Pavia, insieme alla figlia Martina, che a detta della testimone si trovava quel giorno di settembre del 2021 nel gazebo per la lista a sostegno di Tessera “Un impegno che continua”. La stessa Procura ha già chiesto al giudice, per questa contestazione, un decreto penale di condanna. La difesa potrebbe comunque ancora fare opposizione, ma all’avvocato che rappresenta Tessera, Luca Angeleri, non risulta essere stato ancora notificato alcun atto.
«Non ne sappiamo niente»
L’avvocato Angeleri precisa: «Non abbiamo alcun tipo di informazione su questo procedimento, per cui attendiamo eventuali formali contestazioni e atti da chi di competenza. Solo allora sapremo di cosa si sta parlando, al momento è prematuro ogni tipo di commento. Prendiamo atto dell’indagine ma riteniamo piuttosto anomalo che i diretti interessati non ne abbiano notizia e siamo costretti ad apprendere dai giornali dell’esistenza di questo procedimento».
La genesi dell’indagine
Tutto nasce da un esposto presentato da Marzia Testa, avvocata e consigliera comunale di opposizione all’amministrazione guidata dal sindaco Tessera, a San Genesio. Una storia di chat che prese avvìo il 15 settembre 2021, cioè 18 giorni prima delle elezioni comunali a San Genesio vinte da Tessera. Secondo quell’esposto, un’amica di Testa (le due avevano le figlie nella stessa classe) mostrò una chat di Whatsapp. In quella conversazione una candidata scriveva “se qualcuno vuole mandare curriculum per il supermercato Md che sorgerà a San Genesio contattatemi in privato”.
L’esposto fu presentato il 4 ottobre 2021, ma il 28 novembre la procura chiese l’archiviazione del fascicolo. La consigliera e avvocata Testa si oppose e il giudice Riganti decise di non archiviare disponendo altre indagini, in particolare indicando la necessità di raccogliere la testimonianza di tre persone che furono destinatarie, nella chat, dell’offerta di lavoro.
La testimonianza accusatoria
Tra queste testimonianze una, raccolta a febbraio di quest’anno, si è rivelata accusatoria verso il sindaco. Una donna ha infatti riferito di aver ricevuto proposte di candidatura al supermercato Md. «Ricordo che a ridosso delle elezioni mi trovavo in bicicletta in Piazza Regina della Pace a San Genesio ed era presente il gazebo della Lega – ha raccontato –. Erano presenti Enrico Tessera e la figlia che distribuivano i volantini». La testimone ha riferito alla Finanza che entrambi, in momenti diversi, gli avrebbero proposto un posto di lavoro al supermercato: «Ho ringraziato per la proposta e sono andata via».
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L’altro fronte: il processo Clean 1
Per l’accusa di turbativa d’asta e frode il sindaco di San Genesio, Enrico Tessera, è a processo, insieme ad altre 12 persone, anche nell’ambito di Clean1, il filone giudiziario che nel 2023 aveva travolto i vertici di Asm Pavia e portato al sequestro (poi revocato) della scuola elementare di San Genesio. Il processo si aprirà il 25 febbraio davanti al collegio giudicante del tribunale di Pavia presieduto da Elena Stoppini. La decisione dei rinvii a giudizio è stata presa pochi giorni fa dalla giudice Daniela Garlaschelli al termine dell’udienza preliminare.
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