«Le donne sono circa il 20 per cento Il settore è vivo e guarda al futuro»
CUORGNÈ. Il pugilato femminile sta vivendo un momento felice. Quella che fino a pochi anni fa era una disciplina poco praticata dalle donne, è ora un settore in piena espansione, trainato da una nuova generazione di atlete e da successi che risuonano a livello olimpico. A confermarlo sono i numeri e le proiezioni future per il Piemonte, con numeri importanti nell’area del Canavese.
Le dichiarazioni di Gianluca Timossi, presidente del Comitato regionale della Federazione pugilato Piemonte e Valle d'Aosta, dipingono un quadro estremamente positivo. «Sicuramente il pugilato femminile ha fatto passi da gigante – spiega Timossi – se pensiamo che fino a non molti anni fa le ragazze dovevano attendere i 18 anni per poter disputare delle competizioni, si capisce la portata del cambiamento. Per fortuna i regolamenti sono cambiati e le ultime maggiori soddisfazioni a livello nazionale sono arrivate proprio dal pugilato femminile, come dimostrato dal bronzo olimpico di Irma Testa». La crescita è tangibile a livello regionale. Su 5.200 associati totali in tutto il Piemonte, le donne sono ben 980, quasi il 19%. Una cifra considerevole che si distribuisce in diverse categorie, dimostrando la vitalità del movimento. Il Canavese si dimostra un distretto particolarmente fertile per la boxe in rosa. Circa 350 iscritti sono distribuiti nelle quattro associazioni locali, e di questi una settantina sono donne, equamente ripartite nelle varie categorie. «Anche nel Canavese il settore è vivo e soprattutto proiettato al futuro», sottolinea Timossi. Di particolare interesse è la fascia giovanile, che qui risulta essere in costante crescita, promettendo un ricambio generazionale robusto e qualificato. Per valorizzare questo vivaio di promesse, la Federazione sta investendo in progetti mirati. Va rimarcata l'importanza del progetto "Ricerca del talento", raduni organizzati per permettere ai tecnici della nazionale di visionare le migliori giovani pugili direttamente sul territorio. In Piemonte, il primo raduno si è svolto il primo weekend dello scorso luglio a Cuorgnè. Il percorso prosegue con un raduno nazionale che ha visto la convocazione delle migliori promesse, molte delle quali provenienti proprio dalla nostra regione, a testimonianza della qualità del lavoro svolto a livello locale. Un altro segnale di evoluzione è l’aumento dei tecnici femminili. Molte ex atlete, una volta terminata la carriera agonistica, si dedicano all'insegnamento e all'accompagnamento all'angolo degli atleti, maschi e femmine, dopo aver superato i vari corsi di formazione (Aspirante tecnico, 1° e 2° Livello).