Premio alla carriera a Sandro Veronesi: «In primavera il mio prossimo romanzo»
Sandro Veronesi domenica sera ritirerà il Premio Nazionale alla Carriera. Vincitore per due volte del Premio Strega con “Caos calmo” nel 2006 e “Il colibri” nel 2020, con “La forza del passato” ha vinto anche il Premio Campiello nel 2000.
Il suo sarà l’ultimo appuntamento della XXIV edizione della Rassegna Letteria Città di Vigevano che ha come titolo “Sfide”.
Veronesi, qual è stata la sua sfida più dura?
«Tirare su i miei primi tre figli come genitore affidatario cioè praticamente quasi da solo. Tre figli che erano bambini e mia madre preoccupata che pensava “non ce la farà mai!”. Io invece ce l'ho fatta. Questa sicuramente è la sfida che mi ha posto la vita e con la quale mi sono anche gratificato di più, benché mi abbia anche davvero molto impegnato».
Passando ai libri dello scrittore toscano, Marco Carrera e Pietro Paladini, protagonisti rispettivamente de “Il Colibrì e “Caos Calmo”, entrambi si devono misurare con il lutto. Perché ha scelto questo tema?
«Parto da uno scritto di Freud che è un piccolo saggio che si chiama “Caducità”, nel quale Freud scrive una cosa sorprendente. Analizza la fatica che fa l'uomo a separarsi dall'oggetto amato, elemento che si presenta come un mistero per lo scienziato, per il medico e per lo psicologo. Io continuo a tornarci perché è il concetto dell’accettazione. È chiaro che uno soffre quando si deve separare dall’oggetto amato, però è anche vero che quell’oggetto teneva impegnata molta della sua energia vitale, che ora, nel momento in cui l’oggetto è perduto, si rientra in possesso, e si può distribuire altrove. Però solo nell'uomo subentra una paralisi che noi chiamiamo ”lutto” e che può durare, a volte, anche degli anni. Di questo non riusciamo a darci una spiegazione scientifica. Allora io, ho scritto partendo da questo spunto che, per altro, continua a essere parte della mia riflessione. Anche il prossimo libro che pubblicherò in primavera, tratterà questo argomento».
Probabilmente è un tema che sente molto suo.
«Sento soprattutto il paradosso perché in quel piccolo saggio, Freud parla di due cose: una è quella che ho detto, cioè del mistero del lutto, ma prima c’è una conversazione con quello che lui chiama “giovane poeta”. Stanno passeggiando nel rigoglio della montagna d'estate e lui, il poeta, si lascia prendere dalla malinconia, dal pensiero di quanto è caduca quella bellezza perché, nel giro di pochi mesi, tutte le foglie saranno cadute. Freud risponde che proprio il fatto che sia caduca dovrebbe conferire ulteriore godimento nel poterla vedere, nel poterla condividere. Questo passaggio mette così bene a fuoco la questione che ancora oggi, come civiltà, come cultura, non si sia fatto alcun passo avanti e continui a esserci allo stesso tempo così tanta malinconia, e resti così dura l'idea di separarsi dall'oggetto amato. Siamo tutti così affezionati, così legati anche in termini di identità che non riusciamo più neanche a distinguerci noi dall'oggetto amico, e questa è una cosa che ha a che fare con la dipendenza»
Lei si è laureato in architettura con una tesi su Victor Hugo e la cultura del restauro moderno. Come si coniugano architettura e letteratura?
«Victor Hugo era un grande appassionato e conoscitore di architettura, tanto che nei suoi libri descrive benissimo i monumenti citati, molti testi specializzati fanno proprio riferimento a lui».
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Antonio Scurati e la sua pentalogia su Mussolini
La Rassegna letteraria si conclude oggi, alle 18 al teatro Cagnoni di Vigevano, con l’assegnazione del premio alla Carriera a Sandro Veronesi. Alle 15 sul palco del teatro salirà anche Antonio Scurati che parlerà della sua sfida, quella di raccontare Mussolini, nella pentalogia sulla vita del duce e sul fascismo.
Il primo libro “M. Il figlio del secolo”, pubblicato nel 2018, ha vinto il Premio Strega nel 2019 e ne è stata poi tratta una serie televisiva. Nel 2005 ha vinto il Premio Campiello. Alle 16.30 Alessandra Tedesco modererà il confronto tra Veronesi e Scurati, entrambi detentori di numerosi riconoscimenti letterari. —
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