Maltrattamenti su quattro bambini, condanna a 5 anni per il patrigno
VIGEVANO. Erano stati già vittime del padre biologico, condannato in via definitiva alcuni anni fa a un anno e 11 mesi. Ma i quattro fratelli e sorelle, 12 anni il più grande e 4 anni la più piccola, sono ripiombati nell’incubo quando la madre ha iniziato una relazione con un altro uomo. Secondo i giudici del tribunale di Pavia anche il patrigno, un uomo di 58 anni che risiede in Lomellina, li avrebbe maltrattati, per mesi. Il collegio dei giudici presieduto da Elena Stoppini lo ha condannato per questo reato a cinque anni di carcere.
Nel capo di imputazione si parla di percosse con un bastone, insulti, punizioni come chiuderli in camera con un gancio alla porta o costringerli a stare con la faccia contro il muro. Il collegio dei giudici ha anche disposto un risarcimento di 10mila euro alla nonna materna dei minori, che si era costituita parte civile con l’avvocato Umberto Battaglia del foro di Pavia. Era stata proprio la nonna, attraverso una segnalazione ai Servizi sociali, a far partire i processi.
La falsa testimonianza
Al termine del processo il collegio ha anche disposto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza a carico della madre dei bambini, che in aula ha negato le condotte del convivente. «Non ha fatto niente, non li ha mai maltrattati», ha riferito.
Una versione, tuttavia, in contrasto con quanto emerso nel corso del processo, rispetto ad altre testimonianze. I minori coinvolti sono collocati oggi in una comunità: per tutelarli si omettono le generalità dei protagonisti. Si può dire, però, che la vicenda al centro di questo secondo processo si è consumata in un paese vicino a Vigevano, tra il 2021 e il 2022.
Le accuse
In quegli anni i minori, due bambini e due bambine, vivono con la madre che si è separata dal marito, padre dei bambini. Un percorso di separazione abbastanza travagliato e culminato con una condanna definitiva dell’uomo per maltrattamenti sui propri figli. L’uomo lascia la casa coniugale, dove nel periodo al centro del secondo processo va a vivere, per alcuni mesi, il nuovo fidanzato della madre dei bambini.
Nel frattempo sul nucleo familiare si è posata l’attenzione degli assistenti sociali, che in poco tempo si accorgono che qualcosa non va. I bambini riferiscono di altri maltrattamenti, stavolta messi in atto dal patrigno (che aveva anche dei precedenti per questo reato). La Procura mette le accuse nero su bianco: secondo il capo di imputazione tra novembre 2021 e luglio 2022 l’uomo li avrebbe maltrattati con insulti e umiliazioni, picchiandoli con un bastone e chiudendoli in camera per punizione, con un gancio alla porta per impedire loro di uscire. Sempre per punizione, secondo l’accusa, l’uomo li costringeva a stare con la faccia rivolta verso il muro, a lungo. Accuse che hanno retto al vaglio del processo di primo grado. —
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