Castellamonte dice addio a Pomodoro l’uomo che aprì una porta sul cielo
CASTELLAMONTE
Era un artista di fama internazionale lo scultore Arnaldo Pomodoro, mancato alla vigilia del 99° compleanno domenica 22 giugno nella sua casa milanese, ma aveva instaurato e sempre mantenuto un forte legame con il Canavese, e con Castellamonte in particolare, dove il suo imponente “Arco- in- cielo”, posizionato nella centralissima piazza Martiri della libertà, è diventato con la Rotonda Antonelliana ed il castello che ne sovrasta l’abitato uno dei simboli.
Con la scomparsa di Pomodoro, il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie.
«Il maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa - lo ricorda Carlotta Montebello direttore generale della Fondazione Arnaldo Pomodoro –. Diceva: “Non ho mai creduto alle fondazioni che celebrano un solo artista come unicum”. L’artista è parte di un tessuto di cultura, il suo contributo attivo non può venire mai meno ed è per questo che ho concepito la mia Fondazione come un luogo attivo e vivo di elaborazione culturale, oltre che come centro di documentazione della mia opera, capace di fare proposte originali e non solo di conservare passivamente. Ma il meglio deve ancora venire: questo è stato solo un inizio e nelle mie intenzioni il progetto, rivolto ai giovani e al futuro, si deve radicare, fare della continuità un elemento ineludibile». Profondo il cordoglio per la morte di Pomodoro nella capitale piemontese della lavorazione della ceramica dove spesso Pomodoro si faceva portare per delle rapide ma intense visite coronate da un buon pranzo con specialità canavesane di cui era particolarmente ghiotto.
«La Città di Castellamonte piange il maestro, suo cittadino onorario – affermano dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Pasquale Mazza –, grata per l’inestimabile testimonianza della sua arte e del suo spirito visionario che ha voluto donare alla città nel 1995 Arco-in-cielo».
«L’idea di questo arco – confidava il maestro Pomodoro –, mi è venuta nel ’95 in occasione dell’invito alla Mostra della ceramica che ha avuto luogo a Castellamonte. Sono stato interessato perché Castellamonte è famosa per una tradizione vecchissima di fabbricazione delle ceramiche: infatti il terreno, una volta cotto, diventa durissimo ed è in grado di resistere al tempo e al fuoco. Mi sono recato sul posto e poi, una volta tornato nel mio studio, ho avviato un progetto con formelle in gesso da me preparate, e gli artigiani sono stati così abili da trasferire le mie “scritture” nelle loro terrecotte. L’esposizione della ceramica avviene all’interno delle mura antonelliane del paese: l’Antonelli fu infatti incaricato nell’Ottocento di costruire la chiesa, di cui sono rimaste solo le mura. Per questo ho pensato a una porta e ne è venuto un arco. A me pare oggi che tale curvatura di arco di 10 metri di base per 5 in altezza abbia trovato la giusta collocazione col suo valore di “porta spalancata” verso il cielo».
A curare magistralmente l'esecuzione dell'opera, furono Roberto Perino e Silvana Neri. I funerali di Arnaldo Pomodoro si svolgeranno domani, giovedì 26 giugno, alle 14,45, nella chiesa di San Fedele a Milano.