Ivrea, in procura arrivano 16 investigatori: si sana così una carenza ultra decennale
IVREA. «Numeri illegali». Così l’ex procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo aveva definito gli organici della polizia giudiziaria eporediese, durante la giornata di saluti all’allora procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando, per sottolineare la gravità della situazione dell’ufficio requirente. I 16 investigatori che stanno per arrivare a Ivrea, però, sanano una carenza ultra decennale, che affonda le sue radici nella riforma giudiziaria del 2014.
Attualmente, infatti, l’organico degli investigatori eporediesi è composto da 3 carabinieri, 3 poliziotti e 2 finanzieri. Entro settembre si arriverà a 10 carabinieri, 10 poliziotti e 4 finanzieri. Carabinieri e finanzieri, probabilmente, arriveranno in meno di 15 giorni.
Questo perché la squadra di magistrati coordinata dalla procuratrice capo Gabriella Viglione è stata aumentata a 12 (Viglione inclusa), per cui la sezione di polizia giudiziaria deve salire, per legge, a 24 investigatori, come stabilito dalle norme di attuazione dell’articolo 56 del codice di procedura penale, che parlano di «personale in numero non inferiore al doppio di quello dei magistrati previsti nell'organico delle procure della Repubblica».
Personale che, fino ad oggi, è rimasto a 8 unità, nonostante gli incrementi di pianta organica dei magistrati che si sono succeduti negli anni, a cui avrebbero dovuto seguire anche quelli nella sezione di polizia giudiziaria, rimasta all’asciutto.
«mancano stanze e pc»
Gli appelli della procuratrice, dunque, hanno colto nel segno. Restano, tuttavia, delle carenze ancora non sanate. Anzitutto perché, l’arrivo di due nuovi magistrati e di 16 investigatori mette a nudo i limiti strutturali del tribunale di Ivrea.
«Abbiamo scritto al ministero - spiega Viglione - e abbiamo chiesto nuove stanze per mettere il personale e nuovi computer, visto che non abbiamo un pc per tutti».
Per quanto riguarda le indagini di polizia giudiziaria, tuttavia, resta sempre il problema dello Spresal dell’Asl/To4. Tra l’ufficio della procura e quello degli investigatori che si occupano di sicurezza e infortuni sul lavoro, i rapporti restano tesi visto il processo in corso che coinvolge buona parte della struttura che si occupa della materia nell’azienda sanitaria e la cooperazione non sempre è semplice.
Resta, inoltre, l’altro problema atavico della procura di Ivrea. Quello della pianta organica di personale amministrativo, rimasta la stessa ante 2014, cioè quando la procura eporediese era un piccolo ufficio di provincia che contava un terzo del territorio che conta adesso. In servizio ora ci sono 18 persone su 29 previste, ma la pianta organica andrebbe almeno raddoppiata.
Le assenze, inoltre, riguardano le figure apicali: il direttore, ad esempio, manca ormai da molto tempo.
nove nuovi magistrati
Dal lato dei magistrati, le cose vanno meglio non solo in procura, ma anche in tribunale. La buona notizia l’aveva porta Maria Luisa Mazzola, consigliera del Csm, che durante l’insediamento della presidente Antonia Mussa aveva annunciato l’arrivo di nove magistrati in tribunale: ben 7 giudici e 2 pm. La procura, così, va verso il pieno organico, fatto che non succedeva ormai da anni, anche se superata le 10 unità l’ufficio requirente avrebbe diritto a un procuratore aggiunto. Mentre il tribunale può superare le sue difficoltà in fatto di giudici penali.
lo spirito sabaudo
In passato il presidente della Corte d’Appello Edoardo Barelli Innocenti aveva lodato più volte l’abnegazione del personale dei due uffici giudiziari di Ivrea, sottolineando che erano andati avanti solo grazie allo «spirito sabaudo» di magistrati e dipendenti. Ancor più preoccupanti furono le dichiarazioni della procuratrice generale facente funzione Sabrina Noce all’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2024: «In questo desolante contesto devo segnalare due aspetti di straordinaria gravità: la mortificazione delle aspettative di giustizia di questo circondario (un piemontese su 8) e il fatto che ciò sia ormai noto alla criminalità locale, che, come emerge da alcune intercettazioni telefoniche, sceglie obiettivi che rientrano nella competenza della procura».