Il padre di Sempio contro i pm: «Vogliono incastrare mio figlio»
GARLASCO. In quella lontana anti vigilia di Natale del 2016, Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, subito aveva proclamato l’innocenza di suo figlio allo scoccare della prima indagine a carico di Andrea.
Ora, dopo due archiviazioni e una nuova e decisamente più incisiva inchiesta contro Andrea Sempio, il padre va al contrattacco contro i pm di Pavia. Evocando ieri in tv su Telelombardia il complotto contro il figlio. «Tutti i giorni salta fuori una cosa nuova contro Andrea, hanno aperto sta cosa per incastrarlo. Andrea è stato preso come cavallo di troia, dove sennò si potevano attaccare i legali di Stasi per aprire un processo? È ovvio che hanno preso mio figlio, perché era già stato indagato nel 2017. Se tu in procura mi porti qualcosa su mio figlio, è ovvio che poi aprono un'indagine su di lui», ha detto Giuseppio Sempio al programma Iceberg di Telelombardia. Giuseppe Sempio, operaio, e la moglie Daniela Ferrari, hanno visto sconvolta la loro vita a partire dalla prima indagine, quella annunciata il 23 dicembre 2016 e poi archiviata. E soprattutto ora dopo la nuova riapertura delle indagini, a marzo, a carico di Andrea. Da alcuni giorni la via di casa loro a Garlasco, in vicolo Canova, è transennata per evitare che i giornalisti arrivino a suonare alla porta di casa Sempio.
In difesa del figlio fin dal 2016
Già quel 23 dicembre 2016, quando il nome di Andrea, fino allora un illustre sconosciuto, balzò alle cronache nazionali, papà Giuseppe parlò dell’alibi del figlio raccontando subito dell’ormai celebre (ma allora ignoto a chiunque) scontrino del parcheggio di piazza Sant’Ambrogio, a Vigevano, che collocherebbe Andrea Sempio nella città ducale nei minuti dell’uccisione di Chiara, la sorella maggiore del suo amico Marco Poggi.
Un alibi ora messo in dubbio dalla nuova inchiesta dei pm pavesi. Ancora ieri però Giuseppe Sempio ha ribadito che il figlio, il giorno del delitto (13 agosto 2007) era a casa con lui. E che lo scontrino del parcheggio «non è stato nessun boomerang, quello scontrino ho fatto bene a tenerlo e lo riporterei ai carabinieri».
Andrea intanto è tornato a casa dei genitori: «Ora vive qui con noi, è tornato qui per forza, sennò dove va. Da un certo punto di vista - ha detto papà Sempio - sono contentissimo perché ci facciamo forza tra di noi. Non dormiamo, non sogniamo più. Qui abbiamo sempre persone, giornalisti e fotografi. Persone che fanno il loro lavoro, ma noi non siamo più soli». E si vive con la consapevolezza di essere intercettati: «Siamo nudi - ha concluso Sempio senior - perché qui attorno, non crediate che non ci siano cimici, eh. Sono 18 anni che ci sono cimici sulla macchina, anche qua in casa ci sono le cimici. Ci sentiamo nudi, la nostra famiglia non è più la nostra. Quando viene qualcuno in casa, le mie sorelle o i miei fratelli, ad esempio, prendiamo tutti i cellulari e li mettiamo in bagno sul water e poi torniamo in cucina. Ma non credere che per questo non siamo intercettati».
«Confermo la situazione descritta da Giuseppe Sempio», sottolinea l’avvocata di Andrea e della famiglia, Angela Taccia, che tra l’altro fa parte della compagnia di amici proprio di Andrea Sempio e Marco Poggi.